Andiamo in Sardegna sulle ferrovie secondarie!

  

82 - ISILI-DOLIANOVA - La secondaria sarda #2

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81 - CAGLIARI-ISILI - La secondaria sarda #1

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Il mondo ferroviario sardo è un mondo a parte; lo è per la storia di queste ferrovie, travagliata e non immune da problemi e fallimenti di grandi progetti (basti pensare alla vicenda dell'elettrificazione della "dorsale"), lo è anche per la particolarità dell'isola. Ma è un mondo ferroviario bellissimo.

La tormentata orografia dell'isola favorì storicamente la nascita di linee a scartamento ridotto, molte delle quali oggi non esistono più. Di quelle ancora rimaste con i binari al loro posto, alcune hanno solo un traffico turistico prevalentemente estivo, altre - non molte in verità, sono rimaste ancora aperte al traffico ordinario. E siamo andati a viaggiarci su e a riprenderne i tratti distintivi, sempre in cabina, sempre "con gli occhi del macchinista".

Per andare da Cagliari a Isili si usa ancora il treno. Ci ospita la ADe 94 che ha ormai una pluridecennale esperienza su queste rotaie, spesso aiutata dalle analoghe automotrici degli anni '50 ancora in servizio. Saliamo a Cagliari San Gottardo, dove la linea ferroviaria fa da alcuni anni capolinea, e ci muoviamo sotto un'insolita linea elettrica di alimentazione di tipo tramviario, che serve al tram di Cagliari per raggiungere il proprio capolinea di Settimao San Pietro. Siamo su uno dei pochi casi italiani di tram-treno, insomma.

Ci inoltriamo nell'entroterra sardo, in una bellissima giornata estiva che tuttavia ci tormenta regalandoci più di 40 gradi all'ombra, così creando anche qualche problema al binario che talora deve essere affrontato quasi a passo d'uomo a causa di leggere deformazioni dovute alla dilatazione delle rotaie. Lasciato il tratto elettrificato la linea si avvale di numerose varianti che col tempo ne hanno reso più agevole il percorso, rettificando le strette curve del traccito originale e permettendo alla nostra ADe di "correre" a 70 km/h fra le tantissime querce e l'erba secca sul terreno. 

A Mandas la linea dovrebbe diramarsi con la deviazione verso Arbatax, ma il vecchio binario verso il Tirreno è fra quelli che vedono solo traffico turistico; proseguiamo verso Isili su un finale di linea senza tempo, salutando i tanti assuntori che ancora provvedono a chiudere "a catena" i tanti passaggi a livello ancora presenziati lungo il tragitto. A Isili, dove ci fermiamo per ritornare subito indietro, la linea prosegue verso Sòrgono, ma il vecchio tratto è chiuso al servizio ordinario. Nella calura tra poco ripartiremo, portandoci un po' di insolita Sardegna nel cuore. 

Il video, realizzato nel 2019, ha la durata di 105 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2019.

Rimborso spese  € 19,90 cad. (per l'estero € 21,90 cad.)

  

79 - AOMC DA AIGLE A MONTHÉY - Transports Publics du Chablais #1

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80 - AOMC DA MONTHÉY A AIGLE - Transports Publics du Chablais #2

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Passando per ferrovia dalla stazione di Aigle, sulla linea che da Briga porta a Ginevra prima di costeggiare il Lago Lemano, si nota uno scalo laterale al fabbricato della stazione armato con binari a scartamento ridotto. E' il capolinea di tre delle quattro linee TPC (Transports Publics du Chablais): quella verso Leysin (descritta nel DVD 30 de La Grande Ferrovia), l'altra verso les Diablerets (oggetto dei DVD 47 e 48) e infine quella che conduce a Ollon, Monthey e Champéry, ossia la linea un tempo chiamata AOMC dalle iniziali dei principali centri attraversati.

I DVD 79 e 80 descrvono proprio quest'ultima linea, in due viaggi (un'andata e un ritorno) compiuti dopo il rinnovamento che ha modificato la tensione di alimentazione della rete innalzandola dagli originari 850 Vcc a 1500 Vcc e, cosa più importante, ha eliminato la cremagliera sistema Strub sostituendola con quella Abt comune anche alle altre linee TPC.

La linea parte da Aigle affiancando i binari delle Ferrovie Federali svizzere e poi si distacca da essi quasi in corrispondenza del deposito sociale; dopo aver toccato Ollon, il tragitto piega decisamente per attraversare la valle del Rodano e punta decisamente verso Monthey, dove la ferrovia si trasforma quasi in una tramvia a lato delle strade cittadine, come nella migliore tradizione svizzera.

A Monthey il treno si ferma in una stazione di testa, pronto ad eseguire il regresso per proseguire verso Champèry; è qui che iniziano le tre sezioni consecutive di cremagliera che, con rampe in pendenza del 135 per mille, consentono di inerpicarsi sul costone della montagna e raggiungere la tranquilla e deliziosa Champèry, appena ai piedi della funivia che ci porterà - volendo - oltre i 2000 metri di quota.

E' un viaggio che presto avrà sapore di storia, dato che nei progetti sociali è previsto l'abbandono della tratta urbana di Monthey e la sua sostituzione con un tratto interrato, meno soggetto a problemi con la viabilità ordinaria ma - inevitabilmente - meno affascinante e romantico.

I DVD video, realizzati nel 2019, hanno  la durata di 62+58 minuti. Per averli basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2019.

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78 - I TRENI DI ASCEA - Immagini dalla Tirrenica

Il DVD può essere acquisito con il modesto contributo di € 19,90 cliccando sul pulsante qui sotto e scegliendo la spedizione per l'Italia. Per l'estero (attenzione, scegliere la voce giusta dal menu a tendina!!!) il costo comprensivo di spedizione è di € 21,90.

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Ascea è un bellissimo comune del Cilento la cui località marina ospita una fermata di RFI, un tempo stazione con binari di scalo, sulla linea Tirrenica Meridionale. Ascea ospita anche un sito archeologico, il parco di Elea-Velia, annoverato nel Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO. Storia, cultura e treni: c'è di meglio?

I paesaggi cilentani attorno alla dorsale tirrenica sono di una bellezza estrema, i passaggi ferroviari al loro interno sono irresistibili: e il panorama di mezzi che popola questa linea non delude mai. E allora un set per le riprese va allestito, senza dubbi!

Nel DVD le riprese si alternano: quelle girate ad Ascea con le altre eseguite nella vicina stazione di Omignano-Salento, senza dimenticare quelle fantastiche eseguite dall'interno degli scavi di Velia. Le immagini dei treni che passano accanto alle rovine della cittadina della Magna Grecia fanno molto effetto!

Sulla Tirrenica passa di tutto: lunghi merci di bisarche provenienti dalla SATA di San Nicola di Melfi e diretti al porto di Gioia Tauro si alternano agli umili Regionali e agli Intecity, Frecciabianca, Frecciargento fra Roma e la Calabria (anche la Sicilia per gli IC). Ma non mancano i treni di servizio durante l'interruzione delle linee: ad esempio, due carri spinti da un simpaticissimo Köf a due assi ultrasettantenne oltre a carrelli vari e locomotive isolate. E tantissimo altro: di tutto di più, come si diceva una volta.

Il video, realizzato nel 2019, ha la durata di 54 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2019.

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77 - ATMOSFERE A SUD EST #2 - Fra Valle d'Itria e barese

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Tra Bari e Martina Franca il paesaggio si modifica spesso e assai rapidamente; la ferrovia è uno degli strumenti che legano queste bellissime zone. Sin dalla nascita delle linee che percorrono queste terre, all'inizio del Novecento, i binari sono stati una presenza molto discreta, insinuandosi fra vigneti e oliveti senza far "rumore" e poi inerpicandosi sulle colline della Valle d'Itria per lambire le bellissime cittadine di Alberobello, Locorotondo e Martina Franca. 

Poi, dal 2014, l'avanzamento del progetto di elettrificazione delle linee FSE ha popolato il tragitto con gli impianti per l'alimentazione da linea aerea. E la ferrovia si è vista un po' di più. Ma proprio il materiale rotabile con azionamento elettrico non si è visto praticamente mai, dato che quel progetto di elettrificazione ha subito rallentamenti e anomalie di ogni tipo. Un'altra storia di cui è inutile ora parlare, nella speranza che le cose si sistemino.

Le immagini del DVD, riprese anche grazie alla preziosa collaborazione di Gabriele Lepore, partono proprio dalle tratte FSE prive di linea di contatto, quelle dell'area martinese prima dell'inizio dei lavori e le altre del barese, fra Capurso e Triggiano, che sono state per lungo tempo in stand-by in attesa dell'inizio dei lavori di interamento delle stazioni, avviati nel 2019.

Le riprese da terra sono varie e di notevole importanza storica: le prove sotto linea aerea a Noicattaro per i collaudi effettuati con le elettromotrici di Ente Autonomo Volturno appositamente noleggiate, il recupero dei rotabili storici, i transiti in stazione sotto l'inconsueta neve nel barese. E poi tanti treni delle FSE, con praticamente tutti i mezzi in uso (propri e noleggiati), una parte dei quali oggi tolti dal servizio. Un DVD da godere con calma.

Il video, realizzato nel 2019, ha la durata di 62 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2019.

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76 - CHUR-DISENTIS MUSTÉR - Nel nord dei Grigioni

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Le Ferrovie Retiche - si sa - attraversano in lungo e in largo il Canton Grigioni della Svizzera e ovunque regalano al viaggiatore scorci di paesaggio bellissimi e indimenticabili. Non fa eccezione alcuna linea, lo spettacolo è assicurato in ogni caso. E non fa eccezione neanche il ramo fra Chur e Disentis-Mustér.

Partendo da Chur (Coira) già capiamo che non percorreremo una linea quasiasi. La stazione principale del capoluogo grigionese vede il passaggio delle RhB e dellle SBB; queste ultime a Chur fanno il capolinea del binario proveniente da Landquart. Come fare per raccordare le numerose industrie che si trovano a sud di Chur? Semplice: si trasforma per numerosi chilometri uno dei binari RhB a doppio scartamento!

Così, partendo da Chur, percorriamo questo doppio binario sulle rotaie a sinistra, tre in questo caso per consentire il passaggio dei mezzi a scartamento ordinario. Ma attenzione: le tre rotaie rimangono anche nei raccordi industriali, in modo da consentire la movimentazione die carichi anche sui treni merci RhB. In Svizzera è così: dove c'è treno c'è movimento, a precindere da scartamenti, alimentazioni o altro.

A Reichenau-Tamins la linea si dirama: noi percorriamo il tratto verso destra, mentre a sinistra si svincola il binario verso l'Albula. E ci inoltriamo nelle vallate dei Grigioni incrociando treni in senso opposto quasi ovunque, tanto è fitto il servizio RhB su questa linea. Fra raccordi in linea ancora ben attivi e spettacolari passaggi a mezza costa lungo le rive dei fiumi, dopo quasi un'ora e mezzo di viaggio possiamo intravedere Disentis-Mustér con la sua imponente abbazia e la trafficata stazione. 

Potremmo continuare con i treni della MGB verso Andermatt e Brig, ma lo faremo un'altra volta. Ci basterà per il momento il ricordo di un viaggio di altissimo livello turistico sulle RhB! 

Il video, realizzato nel 2019, ha la durata di 92 minuti. Per averlo basta un clic!

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75 - ST. MORITZ-CHUR SULLE RHB - Da Filisur a Chur #2

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Sulle Ferrovie Retiche non ci si stanca mai. E queste ferrovie ricambiano sempre l'attesa, regalando momenti di viaggio da non dimenticare: dopo trent'anni e più di esperienze su questi binari, le affermazioni che precedono sono più che verificate!
Il DVD 75 è la naturale prosecuzione del precedente, dalla stazione di Filisur dove ci siamo fermati per la coincidenza con i treni che proseguono sull'altra linea per Davos Platz. Non si fa in tempo a partire che già il passaggio sul famoso viadotto Landwasser giustifica immediatamente il viaggio.
Il nostro treno esce dalla galleria che sbocca direttamente dalla parete verticale della montagna e i binari si incanalano sul viadotto in curva, altissimo sul fondo valle dove scorre il fiume con lo stesso nome.
E poi si prosegue verso Tiefencastel e Thusis, in un paesaggio di montagna incontaminato la cui altitudine va diminuendo progressivamente. A Reichenau-Tamins osserviamo l'affiancamento della linea che proviene da Disentis-Mustér e poi andiamo oltre su un inusitato doppio binario a scartamento ridotto/ordinario. Sì, perchè il binario sulla nostra destra è inopinatamente a doppio scartamento per diversi chilometri al fine di servire i numerosi insediamenti industriali, tutti rigorosamente raccordati alla ferrovia.
La Svizzera è un mondo ferroviario d'alto livello. I DVD de La Grande Ferrovia sono qui a testimoniarlo!

Il video, realizzato nel 2019, ha la durata di 72 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2019.

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74 - ST. MORITZ-CHUR SULLE RHB - La Ferrovia dell'Albula #1

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La Ferrovia dell'Albula è uno di quei capolavori su rotaia che almeno una volta nella vita va visitato. Non è difficile fare un viaggio su quei binari, più insolito è vedere lo spettacolo dalla cabina. Ma per questo c'è ovviamente La Grande Ferrovia.
Il carosello di viadotti e gallerie elicoidali serve a superare il dislivello di diverse centinaia di metri fra Sankt Moritz (m. 1.785 s.l.m.) e la valle dell'Albula, poi la ferrovia da Filisur continuerà per raggiungere in ultima analisi Coira (Chur). Un viaggio complessivo di meno di cento chilometri altamente attrattivo, da non perdere assolutamente.
Nel video partiamo da Sankt Moritz a bordo di un moderno "Allegra" ABe 8/12 delle RhB, indirizzandoci sulla linea alimentata a 11 kV verso Celerina e poi Samedan. Seguiamo le varie coincidenze tra i treni delle diverse linee e poi ci infiliamo sulla linea dell'Albula con una decisa curva, fin dentro l'omonima lughissima galleria, della quale sono in corso i lavori di sostituizione con una "canna" più moderna e attrezzata. Tra Preda e Bergun l'intrico di binari sui vari versanti delle montagne è tutto da vedere: non si fa in tempo a raggiungere un tratto di linea che già si vede da qualche parte, nella stessa inquadratura, il binario già percorso e talora anche quello che percorreremo.
Via così, fino a Filisur, dove le nostre telecamere si prendono una breve pausa. Quanto basta per attendere il successivo DVD, che ci racconterà del percorso successivo fino a Chur.

Il video, realizzato nel 2019, ha la durata di 62 minuti. Per averlo basta un clic!

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73 - IN TRENO AL FIORE DI PIETRA - La Ferrovia Monte Generoso

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La Ferrovia Monte Generoso è uno di quegli esempi a pochi metri dal confine italiano che può servire a ricordare come sia importante preservare un'infrastruttura turistica di prim'ordine; una ferrovia di montagna che nel tempo ha attraversato molte turbolenze, diverse volte a rischio di chiusura e di smantellamento, che però è ancora lì, dal 4 giugno 1890, a svolgere un servizio turistico invidiabile.

Anche se sono serviti quattro anni di lavori, durante i quali la ferrovia non ha svolto il servizio per il pubblico, sulla Vetta è risorto il fabbricato viaggiatori con ristoranti e belvedere: oggi viaggiare verso Generoso Vetta vuol dire porsi a cospetto del "Fiore di Pietra", la struttura progettata dall'archistar mendrisotto Mario Botta (lo stesso che ristrutturò il Teatro alla Scala di Milano alcuni anni fa) che troneggia imponente appena scesi dal treno.

Il Percento Culturale Migros che è proprietario della struttura non ha proprio badato a spese, e il risultato si vede. Siamo alla terzo edificio sulla Vetta, dopo la prima costruzione in stile Liberty d'origine e il più anonimo albergo-ristorante degli anni '70. Da qualche mese frequentare la Ferrovia Monte Generoso vuol dire prepararsi a vivere un'emozione in più.

Il nuovo DVD de La Grande Ferrovia vi porta in viaggio da Capolago-Riva San Vitale, ma vi offre prima di tutto la possibilità di curiosare nelle officine e nel deposito, osservando la storica locomotiva a vapore n. 2 del 1890 che ancora svolge servizio turistico d'estate assieme alle carrozze con sovrastruttura aperta. Poi ci si inerpica verso San Nicolao, Bellavista e Generoso Vetta gustando il panorama illuminato da una splendida giornata di sole.

Prima di ripartire, un lungo sguardo alle vedute che ci regala il Monte Generoso verso le Alpi e verso la pianura padana, spaziando con l'occhio fino a  Milano e anche oltre. E poi il riposante viaggio verso il Lago di Lugano, tranquillo e sereno come all'andata. Il tutto con inquadrature dalla cabina, sul banco di comando e all'interno dell'elettromotrice Bhe 4/8 che ci ha amorevolmente cullato da mattina a sera. 

Il video, realizzato nel 2019, ha la durata di 92 minuti. Per averlo basta un clic!

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72 - PUTIGNANO-BARI VIA CASAMASSIMA - La "Succursale" FSE del barese

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Come tutte le linee delle odierne FSE anche la Bari Centro-Putignano via Casamassima ha una storia più che centenaria; nata dalla breve vicenda delle "Ferrovie Sussidiate", quasi subito fallite per i notevoli debiti contratti per costruire le linee del barese che giungono ancor oggi fino a Locorotondo, transitò sotto il controllo della famiglia Bombrini che, partendo invece dalle linee del leccese oggi FSE, a metà del 1933 acquisì la gestione di tutti i 473 km della rete del sud-est pugliese. 

Vale la pena anche di dire che, come tutte le linee restanti della rete, anche questo tronco ha subito i duri contracolpi del dissesto FSE manifestatosi in tutta la sua virulenza pochi anni fa. Ciò nonostante, è risultato il primo ramo ferroviario della rete a ricevere il nuovo armamento "pesante" da 60 kg/m e - probabilmente - sarà anche il primo a vedere i nuovi treni a trazione elettrica che dovrebbero modificare il panorama FSE d'ora in poi. Sempre che, nel futuro, il marchio FSE coninui ad esistere. Altro scenario che sarà interessante verificare...

La linea viene raccontata con il solito stile dei DVD "cab ride" de La Grande Ferrovia, iniziando il viaggio in cabina a Putignano e proseguendo verso le varie fermate che si susseguono lungo il tragitto. Il notevole traffico, che sconta le limitazioni di velocità connesse all'assenza del Sistema Controllo Marcia Treno (SCMT) e la presenza di alcuni attraversamenti ancora protetti con i vecchi passaggi a livello comandati a filo, è comunque sostenuto. A riprova di ciò, gli incroci con gli altri treni provenienti in senso inverso sono frequenti così come ancora significativa è la frequentazione dei treni.

Il nostro ATR 220 ci accompagna così verso i sobborghi del barese e, dopo aver superato lo scalo di Mungivacca, giunge a Bari Sud Est e infine al paraurti terminale di Bari Centro, dove la corsa termina nei paraggi del "quadrilatero murattiano". Un viaggio comodo, che meriterebbe la velocità perduta con il tempo e che - si spera - quanto prima si possa recuperare.

Il video, realizzato nel 2019, ha la durata di 82 minuti. Per averlo basta un clic!

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71 - BOB BERNER OBERLAND-BAHN - Da Grindelwald a Lauterbrunnen

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Con i DVD precedenti abbiamo assaporato la delizia delle ferrovie svizzere di montagna nell'Oberlap Bernese: Jungfraubahn (DVD 68) e Wengernalpbahn (DVD 69 e 70)  sono due giganti del trasporto in quota sullo scartamento ridotto. Ma a Kleine Scheidegg, Lauterbunnen, Grindelwald e Jungfraujoch non è possibile arrivare se non si percorrono prima le due linee della BOB Berner Oberland-Bahn.

E le vediamo in questo DVD, dove riprendiamo i viaggi sullo scartamento 1.000 mm (armato a tratti con cremagliera Von Roll) dei treni giallo-blu che sfiorano i 100 km/h nel tratto di pianura che porta da Interlaken alla stazione di diramazione di Zweilütschinen, per poi procedere con più tranquillità sulle due linee che da quest'ultima stazione si dividono verso Grindelwald e Lauterbrunnen.

Il primo viaggio lo faremo da Grindelwald scendendo verso Interlaken Ost, il percorso più lungo dei due appena detti: appena partiti il treno ingrana con le sue ruote dentate sulla cremagliera che lo accompagnerà sulla ripida discesa fino a incrociare più avanti con il treno ascendente e poi, dopo un altro tratto a cremagliera, si "lancia" a 65 km/h fino alle porte della stazione di diramazione, dove attende il treno da Lauterbrunnen che si aggancia subito dopo in coda.

I treni si inoltrano accoppiati verso il capolinea in una stupenda e lunghissima composizione di 12 casse, adesso composta con i nuovi rotabili Stadler che da poco hanno sostituito le pur efficienti elettromotrici di tipica fattura elvetica seguite dalle consuete carrozze a carrelli.

Da Interlaken Ost si riparte in senso inverso, lasciandosi alle spalle i treni della BLS, FFS e ZentralBahn che qui sono di casa. A Wilderswil incontriamo i simpaticissimi treni della Schynige Platte Bahn, che giungono in stazione con le tipiche composizioni di una locomotiva elettrica quasi centenaria a valle di due carrozze trattenute in discesa. A Zweilütschinen la scena della manovra vista all'andata si ripete, questa volta per dividere le due composizioni. La nostra è quella di testa che prosegue tranquillamente impegnando due sezioni di cremagliera in sequenza, prima di fermarsi a Lauterbrunnen e consentire agli entusiasti viaggiatore di proseguire per Wengen e le altre destinazioni della WAB, oppure di salire a Grütschalp con la funivia e percorrere la linea per Mürren.

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69 - WENGERNALPBAHN #1 - Da Grindelwald a Kleine Scheidegg

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70 - WENGERNALPBAHN #2 - Da Lauterbrunnen a Kleine Scheidegg

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Per arrivare da Interlaken Ost a Jungfraujoch sono necessari tre treni che percorrono linee incompatibili fra loro per scartamento, alimentazione e tipo di cremagliera; detto anche che nessuno si lamenta dei cambi di treno a metà percorso, pur pagando circa 150 Franchi Svizzeri a testa per il viaggio, per raggiungere il capolinea di Kleine Schiedegg è fondamentale l'uso della WAB (Wengernalpbahn).

Questa è una simpaticissima ferrovia con scartamento da 800 mm, ma con treni moderni di vera avanguardia, che con la cremagliera Riggenbach/Von Roll si spingono dai mille metri di Grindelwald e di Lauterbrunnen (i due capolinea) verso il culmine proprio di Kleine Scheidegg. Dato che quasi tutte le ferrovie svizzere annoverano dei record, anche questa non è da meno: è la ferrovia più lunga al mondo interamente armata con cremagliera (poco più di 19 km).

Sul versante di Grindelwald la pendenza massima è del 250 per mille, dall'altro lato è "solo" del 180 per mille dato che la linea antica da Lauterbrunnen a Wengen (realizzata con la pendenza massima del 250 per mille) quasi subito è stata dismessa e sostituita con l'attuale percorso meno acclive.

A proposito, Wengen è l'esclusiva località svizzera che, come Zermatt ha bandito i motori a scoppio dalla propria viabilità; ne consegue che la WAB è l'unico strumento utile per far giungere persone e merci nella graziosa località di montagna. E i convogli con carri merci spinti dalle simpatiche elettromotrici degli anni '40 circolano con una fluidità sorprendente in mezzo al traffico di treni viaggiatori, con una regolarità sbalorditiva.

Il resto lo possiamo lasciare alle immagini, eccezionali come da prassi ormai consolidata. Due viaggi di andata e ritorno con vedute di incomparabile bellezza sui "quattromila" dell'Oberland Bernese. Da riempirsi gli occhi per sognare.

I DVD video, realizzati nel 2019, hanno  la durata di 72+90 minuti. Per averli basta un clic!

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68 - JUNGFRAUBAHN - In treno sul Top of Europe

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Giungere a 3.454 metri di quota con il treno sembrerebbe un non-senso. Non per gli amici svizzeri, che ci arrivano in scioltezza da più di un secolo utilizzando peraltro tecnologie che noi italiani abbiamo considerato più che obsolete da tanto tempo. Cremagliera Strub e alimentazione dal bifilare trifase, tanto per dire!

Al colmo dell'invidia ferroviaria parte un viaggio da sogno, non del tutto economico va detto se è vero come è (purtroppo) vero che girare indisturbati una giornata dal lago di Brienz fino alla stazione sotto la cima della Jungfrau puo costare anche più di 150 franchi svizzeri a testa. Ma le carrozze dei treni della Jungfraubahn sono sempre piene zeppe di visitatori che giungono da ogni parte del mondo senza mai sentir odore di crisi.

Adolf Guyer-Zeller, il magnate svizzero "visionario" che alla fine dell'Ottocento immaginò un'infrastruttura del genere (peraltro senza vederla finita considerato che morì prima del suo completamento), è considerato quasi un eroe nazionale. Senza la sua testardaggine oggi non avremmo questo gioiello, che nel tempo è stato curato e arricchito fino ad essere una delle più efficienti ferrovie di montagna, in servizio con qualsiasi tempo meteorologico. Eccezionale!

Per partire dobbiamo arrivare a Kleine Scheidegg con i treni della Wengernalpabahn da Lauterbrunnen o da Grindelwald. Siamo già oltre i duemila metri di quota, ma da qui parte il nostro viaggio fuori dal comune. Comodamente seduti nei complessi bloccati della JB saliamo con pendenze del 250 per mille per un paio di chillometri fino a raggiungere Eigergletscher e poi ci tuffiamo nelle viscere delle montagne con un tunnel di poco più di sette chilometri.

Sottopassiamo la famosa "triade" Eiger, Mönch e Jungfrau, montagne bianchissime e splendide con cime oltre i 4.000 metri di quota, non senza fermarci lungo il percorso ad ammirare il paesaggio che si staglia fuori dai "finestroni" ricavati nella roccia. E poi via, via, su per la montagna fino a raggiungere Jungfraujoch: 3.454 metri di quota, Top of Europe. Senza problemi, senza scossoni, un viaggio di una tranquillità impressionante.

In quota è tutto uno spettacolo: neve, piste, aria pura, ma pure ristoranti di ogni tipo, negozi e svago. Tutte attività alimentate dalla ferrovia, lungo la quale salgono e scendono anche i piccoli convogli merci che provvedono a tutte le necessità degli esercizi in altura. Osserviamo il movimento dei treni del "camerone" della stazione più alta d'Europa e poi ritorniamo a valle. Non senza provare nostalgia per quel piccolo Paradiso assaporato sempre troppo poco.

Il video, realizzato nel 2019, ha la durata di 70 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2019.

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67 - LECCE-BARI SULLA TARTARUGA - A bordo della E 444 sull'Adriatica

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Ebbene sì, l'anno di grazia 2019 potrebbe essere l'ultimo nel quale potremo ancora vedere in giro in testa ai treni Intercity le gloriose locomotive E444, le prime velociste del parco FS già pronte a raggiungere i 200 km/h nei primi anni '70 quando solo poche decine di chilometri della rete italiana consentivano tali performances.

E allora, dovendo riprendere dalla cabina la linea fra Lecce e Bari, quale migliore occasione di un bell'IC Lecce-Milano trainato da una "Tartaruga" per realizzare un video che - a breve - avrà valore storico?

Ci siamo fatti ospitare dal personale di macchina dell'IC 610, in partenza di mattino presto da Lecce per Milano. E a bordo abbiamo potuto assaporare rumori e sensazioni che una vera locomotiva reostatica riesce a dare. Quarantacinque anni di età non si sentono affatto, sulla E444.074, costruita nel 1974 quando Richard Nixon era Presidente degli Stati Uniti e Paolo VI pontificava dal Vaticano. Non la locomotiva più vecchia ancora in servizio comunque, dato che giorni prima questo stesso convoglio era affidato alla E444.006, nata addirittura nel 1970.

Abbiamo lentamente gustato i 150 km di percorso, uno per uno: partendo da Lecce abbiamo incontrato subito due tratti di linea abilitati ai 200 km/h su cui il macchinista ha tentato di strigliare la nostra Tartaruga portandola alla sua velocità massima. Ma i segni dell'età hanno avuto la meglio, consigliando infine di desistere e accontentarsi (se così si può dire) dei "soli" 180 km/h che la nostra macchina ha mantenuto in scioltezza fin quasi a Brindisi.

Dopo Brindisi, su una linea ancora provvista di passaggi a livello e quindi anche per questo abilitata soltanto a 145 km/h la Tartaruga ha trainato le sei carrozze dell'Intercity senza tentennamenti, rispettando ampiamente l'orario così da giungere a Bari Centrale con nove minuti di anticipo. Pezzi di storia anche su questi binari di fine della nostra corsa: abbiamo raggiunto la stazione principale barese transitando sulla linea litoranea che fra qualche anno scomparirà dalla geografia ferroviaria italiana e sarà sostituita da un tratto più all'interno. 

Il video, realizzato nel 2019, ha la durata di 96 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2019.

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66 - SUL RENON CON LA ALIOTH - Un giorno con l'antica "105"

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Abbiamo rivisto la nostra 105 alla fine del 2018, rimanendo entusiasti di come una "vecchia gloria" possa diventare una vera e propria "star" della storia delle ferrovie. Parliamo proprio della Alioth della Ferrovia del Renon, ancora in esercizio dopo 108 anni di gloriosa carriera, 84 dei quali trascorsi sui sei chilometri circa del tracciato sull'altopiano del Renon da L'Assunta (Maria Himmerfahrt) a Collalbo (Klobestein).

L'amore che questo vetusto rotabile suscita negli amanti della ferrovia fa sempre colpo. Ed è stato così che, all'interno di un "safari" video da tempo organizzato, La Grande Ferrovia ha realizzato un numero monografico dedicato al viaggio di questa immortale elettromotrice sul binario a scartamento ridotto altoatesino, ripreso senza economie. 

Con ben cinque videocamere in contemporanea è stata documentata la guida di questa macchina, affidata a un manovratore che - come da antico copione - conduce il veicolo ritto in piedi nei pressi del vestibolo anteriore, affiancato dal combinatore serie/parallelo sulla sinistra e dal rubinetto del freno pneumatico a destra. Sempre in trazione finché la linea affronta le rampe nella prima parte del tracciato in entrambi i sensi, sempre o quasi ad agire sulla frenatura nella parte successiva all'incrocio di Stella di Renon (Lichtenstern) dove i veicoli in servizio si cedono reciprocamente il passo.

Il video è una successione di gesti antichi,  come l'azione sui maniglioni durante la marcia oppure la preparazione del trolley ad archetto ai capolinea per il viaggio di ritorno, affidata a una robusta fune che proviene dall'imperiale della macchina e che risolve il problema con la semplice forza muscolare del conducente.  Un viaggio senza tempo su un'elettromotrice senza tempo. Il tutto con il sottofondo della "musica" dei motori elettrici di ormai secolare memoria, gagliardi come ai vecchi tempi.

Il video, realizzato nel 2019, ha la durata di 50 minuti. Per averlo basta un clic!

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65 - AUTUNNO SUL RENON - Da L'Assunta a Collalbo

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Pensare che sono solo sette chilometri di ferrovia, o tranvia come spesso è chiamata, ma sul Renon quella splendida lineetta di rotaie è ammaliante: non puoi farne a meno, chissà come sarebbe l'altopiano senza di lei. 

In pieno autunno, con i caldi colori della vegetazione, salire in funivia al Renon e fare un giro sul treno da L'Assunta a Collalbo è sempre uno spettacolo appagante. Lo stesso si potrebbe dire in caso di estate, primavera e inverno, sempre uno spettacolo stupendo. Ma l'autunno è un'altra cosa, lo sguardo si rilassa, l'obiettivo si riempie naturalmente di colori e le fotocamere si può dire che scattino splendide immagini quasi da sole.

Siamo tornati alla ricerca dei colori incantevoli della natura, e il Renon non si è risparmiato. A bordo di un treno ex-Trogenerbahn degli anni Settanta del Novecento, ristrutturato così bene al punto di sembrare assolutamente nuovo di zecca, abbiamo percorso quei pochi ma bellissimi chilometri a non più di 30 km/h, gustandoci ogni curva, ogni livelletta, ogni manovra in deposito e rimessa. E i filmati non riservano sorprese, il DVD è eccezionale. Un "must have" indiscutibile; e non sarà il solo generato da questa bellissima escursione novembrina!

Il video, realizzato nel 2018, ha la durata di 52 minuti. Per averlo basta un clic!

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63 - ESTATE SUL BERNINA - Da Tirano a Alp Grüm #1

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64 - ESTATE SUL BERNINA - Da Alp Grüm a St Moritz #2

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Un giro sulla Ferrovia del Bernina è bello sempre, in quasiasi stagione. Ancora a aprile si possono assaggiare i sapori dell'inverno, transitando col treno fra alti muri di neve che i primi caldi ancora non sono riusciti a intaccare, mentre in estate la chiarezza dell'aria e il potere della luce in qualsiasi momento della giornata fanno sentire la vita pulsante della natura.

Si possono avere preferenze diverse, la Ferrovia del Bernina accontenta sempre tutti, basta scegliere la stagione giusta. Come da copione, con La Grande Ferrovia anche in questo caso si torna a vedere una stagione diversa da quella dei filmati già distribuiti. Se nei DVD 49 e 50 ci siamo goduti un viaggio fra Sankt Moritz e Tirano alla fine dell'inverno, questa volta ci si può concedere il viaggio in senso inverso nel tepore dell'estate che volge all'autunno.

E le sorprese sono sono sempre di segno positivo. Il sole luminoso, la pulizia dei posti e la compostezza del quadro complessivo che emerge dalle immagini fanno di questi filmati l'ideale per chi non può farsi un giro reale in quei posti. Rilassanti, distensivi, quieti, ristoratori, fate un po' voi: questi luoghi sembrano fatti apposta per chi vuole riprendersi dal "logorio della vita moderna".

Il nostro viaggio è a bordo di un moderno Allegra delle Ferrovie Retiche (RhB); siamo ospitati in cabina di guida per salire da Tirano ai 2.253 m. di Ospizio Bernina, culmine della linea; poi discendiamo verso l'esclusiva Sankt Moritz con il suo lago creato dal fiume Inn a quasi 1.800 metri di quota. Lo spettacolo è un classico delle ferrovie alpine, ma la vista chiara e pura della linea ottenuta senza riflessi parassiti in fase di ripresa restituisce appieno tutta la magia di un viaggio imperdibile.

I video, realizzati nel 2018, hanno la durata di 94 minuti ciascuno. Per averli basta un clic!

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62 - SPINAZZOLA-BARLETTA - La "secondaria" come una volta

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Visto dalla cabina di guida, il "ritorno" non è mai come l'"andata". In fin dei conti sembra un viaggio tutto diverso, con il grande vantaggio di riuscire già a capire dove si trovano i punti del tragitto più interessanti.

In questo caso, il vantaggio è aver visto già il n. 61 con il percorso Barletta-Spinazzola; e in un attimo siamo anche noi macchinisti, coloro che - appena giunti - hanno appena il tempo di una rapida e fugace boccata di sigaretta per poi doversi rimettersi ai comandi di guida e riportare al capolinea l'automotrice.

Siamo su una linea secondaria rimasta quasi ferma nel tempo: partire da Spinazzola vuol dire non aver alcun segnale di partenza che si presenta davanti a noi, caso ormai unico in Italia; e andando via dal piazzale, vuol dire anche rimpiangere lo scempio di linee ferroviarie attuato con il passare degli anni.

Al nostro fianco abbiamo la linea per Gioia del Colle, chiusa da alcuni anni e per diversi chilometri ormai saccheggiata dai ladri di acciaio che ne hanno asportato le rotaie. Alle nostre spalle ci lasciamo la linea per San Nicola di Melfi, pure chiusa da anni, e il moncherino della inea per Spinazzola Città, defuna alla fine del 1985. Spinazzola doveva essere proprio un'altra cosa.

Ci accontentiamo di ammirare il paesaggio ondulato della Murgia e il tranquillo viaggio su un binario che spesso attraversa strade protette solo da croci di Sant'Andrea con segnali acustici (una rarità anche queste, oggi). E a Minervino Murge e Canosa di Puglia attendere che il Capotreno svolga le quasi ridondanti comunicazioni con il Dirigente Unico per avere via libera. Su una linea dove non ci sono più incroci sembra davvero un accanimento di sicurezza!

Il video, realizzato nel 2019, ha la durata di 72 minuti. Per averlo basta un clic!

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61 - BARLETTA-SPINAZZOLA - In viaggio sulle orme di Annibale

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Viaggiare sui circa 60 chilometri della Barletta-Spinazzola, nel nord della Puglia, sembra quasi un ritorno al passato.

La linea fa parte di quel reticolo di "secondarie" che una volta svolgevano un utilissimo servizio di ricucitura dell'entroterra meridionale con le coste e i porti vicini per favorire il trasporto di merci e persone. Assieme alla Gioia del Colle-Rocchetta S. Antonio-Avellino e alla Foggia-Potenza, questa linea penetrava in fertilissime plaghe e assicurava la mobilità. Come tante analoghe ferrovie, il declino degli anni '70/'80 del Novecento ne ha segnato il destino; ma a differenza di altre, pur se con sole tre coppie di treni al giorno (e autoservizi sostitutivi...), la Barletta-Spinazzola è ancora operativa.

Nel DVD ce la possiamo godere appieno: si parte affiancando la linea Adriatica e poi, curvando verso Ovest, si marcia fra gli 85 e i 100 km/h fino a giungere a Canne della Battaglia, fra le pochissime stazioni a diretto servizio di un sito archeologico. Qui il 2 agosto 216 a.C. si svolse la più cruenta delle battaglie della II Guerra Punica, nella quale il generale cartaginese Annibale sconfisse pesantemente le truppe romane, infliggendo perdite ingenti (circa 70.000 soldati romani persero la vita, si disse che i cartaginesi ne uccisero 600 ogni minuto di battaglia!).

In tempi più pacifici, noi facciamo la nostra sosta e ripartiamo; ci aspettano le stazioni di Canosa di Puglia e di Minervino Murge, con i loro apparati di stazione semplificati, e nel mezzo tanti piccoli scali abbandonati che testimoniano il tempo in cui le campagne affidavano al treno i propri prodotti.

E giungiamo infine a Spinazzola, dove un tempo convergevano ben quattro rami ferroviari dei quali, oggi, solo quello che stiamo percorrendo sopravvive. Fra curvoni e gallerie, incontriamo gli ormai celebri portali a sbalzo con i segnali ad ala, unici rimasti ancora in funzione su una linea di RFI aperta normalmente all'esercizio. Li superiamo e entriamo dell'ampio e ormai vuoto piazzale privo di segnali di partenza, altra unicità ancora attuale di questo scalo.

Il video, realizzato nel 2018, ha la durata di 69 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2018.

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59 - FOGGIA-PESCHICI CON LE FG - Dal treno veloce al tram del mare

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60 - PESCHICI-FOGGIA CON LE FG - Partire lenti e giungere veloci

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Delle Ferrovie del Gargano La Grande Ferrovia si è già molto interessata in passato documentando - prima che fosse chiusa al servizio attivo - la vecchia tratta del 1931 fra San Severo e Sannicandro Garganico, ancora in parte con la palificazione della linea elettrica originale dell'epoca di attivazione.

Questa volta le lenti delle videocamere si sono posate sulla "via nuova", quella che da San Severo giunge a Sannicandro servendo degnalmente un popoloso comune come Apricena che fino a qualche anno fa disponeva di ben due stazioni ad esso intitolate (sulla linea FG e sulla linea Adriatica di RFI) ma di fatto non poteva utilizzare alcuno dei due scali data la loro lontananza dal centro abitato.

Per di più  siamo riusciti a documentare un intero servizio estivo di FG su un modernissimo ETR 330 Stadler, con partenza dalla stazione di Foggia e arrivo nel minuscolo scalo costiero di Peschici Calenella. Un centinaio di chilometri dal Tavoliere di Puglia verso le asperità del Gargano, percorrendo la nuova lunga Galleria del Monte Tratturale, con immagini finali sulla linea costiera nei pressi di Rodi Garganico. Un treno che passa con disinvoltura dai 150 km/h dell'Adriatica ai 30 km/h di San Menaio, fermandosi davanti ai portoni dei palazzi lambiti dai binari.

Questo piccolo grande spettacolo, che fra andata e ritorno garantisce ben quattro ore di pura ferrovia, è sdoppiato su due DVD, uno per ogni senso di marcia. E' lo spettacolo dell'estate garganica in pieno agosto, nel frinire delle cicale e nel vento leggero che ossigena i capelli accaldati dal sole allo zenit. Apparentemente una gran fatica, ma nulla di tutto ciò quando si viaggia nella confortevole climatizzazione degli eccezionali Stadler di FG.

I DVD video, realizzati nel 2018, hanno ciascuno la durata di 117 minuti. Per averli basta un clic!

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57 - DA BEX A COL DE BRETAYE - Fra i boschi a cremagliera

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58 - COL DE BRETAYE-BEX - Il ritorno a cremagliera

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Una volta anche in Italia non era infrequente uscire sul piazzale esterno di una stazione e trovare daccapo treni o tram e binari, pronti per un nuovo viaggio verso destinazioni meno importanti me sempre piene di significato. All'estero ancora resistono (e benissimo...) situazioni di questo tipo, in particolare in Svizzera. 

Ne abbiamo già parlato descrivendo altri DVD (come il n. 30 sulla Aigle-Leysin, per esempio), torniamo a farlo con questa coppia di DVD sulla Bex-Col de Bretaye, una splendida linea di montagna che nasce come tranvia interna alla piccola e deliziosa cittadina di Bex e poi si trasforma in linea di montagna a cremagliera fino al capolinea intermedio di Villars-sur-Ollon. Gli ultimi chilometri, a integrale trazione con cremagliera, portano alla stazione sciistica di Col de Bretaye, da cui sI godono panorami alpini di eccezionale qualità. 

Per un appassionato di treni, questa linea appaga le aspettative più esigenti: treni impeccabili nell'estetica e nel funzionamento, paesaggi di assoluta bellezza fra boschi e montagne non stancano l'occhio neanche per un momento.

La fida videocamera de la Grande Ferrovia non perde un attimo del viaggio sostituendosi all'occhio del macchinista sia nel viaggio di andata, sia in quello di ritorno. Spettacolo - come sempre - assicurato!

I DVD video, realizzati nel 2018, hanno ciascuno la durata di 77 minuti. Per averli basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2018.

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56 - I TRENI DEL CILENTO - Spettacolo sulla Tirrenica

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Il Cilento è una terra di contrasti: in pochi passi si può passare dallo splendido Mar Tirreno con le sue spiagge e i suoi scogli alle montagne dell'entroterra, aspre e impenetrabili. Andar per ferrovie nel Cilento vuol dire sintetizzare l'asprezza del territorio osservando il tormentato sviluppo della linea tirrenica di RFI, unica e importantissima linea ferroviaria della zona.

I treni del Cilento sono fra i più vari, considerando che sul doppio binario da Battipaglia a Reggio Calabria può transitare di tutto. Tutto quanto può servire a collegare il nord Italia con il Sud della Calabria e della Sicilia. Gente e merci, quanto serve per dare varietà ai treni da osservare.

Lo spettacolo della Tirrenica sono i filmati girati nelle calde giornate di fine estate nel basso Cilento pochi chilometri prima di Sapri, nel tratto di linea fra Centola e Policastro Bussentino. Proprio a Centola, al termine di tante modifiche e rettifiche operate fra il 1895 e la fine degli anni '60 del Novecento, sorge uno fra i più importanti manufatti della linea: il viadotto in curva sul fiume Mingardo in cemento armato ad archi e stilate.

In questo punto - ma non solo - le riprese documentano convogli di tutti i tipi: regionali, IC, Frecciabianca e Frecciargento, merci di ogni genere. Ma anche il Frecciarossa periodico Sapri-Milano Centrale (una vera rarità), cosi come invii di materiale fra depositi e treni "pellegrini" dell'Unitalsi e finanche un carrello di RFI per lavori alla catenaria. Uno spettacolo continuo, accompagnato solo dal rumore d'ambiente tipico e inconfondibile che si ascolta vicino ai binari.

Il video, realizzato nel 2018, ha la durata di 62 minuti. Per averlo basta un clic!

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55 - BINARI A PALMA DI MAIORCA - Ferrocarril y tramvia de Soller (2 DVD)

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Le Isole Baleari sono a portata di mano per un appassionato di ferrovie: o per un viaggio o per una crociera prima o poi non è difficile metterci piede. Il vero appassionato di ferrovie, però, deve aver il coraggio di dire no, almeno per una giornata, alle spiagge isolane e farsi portare con un precisissimo taxi a Placa de Espana, una piazza a dieci minuti d'auto dal porto. Lì le linee ferroviarie di Maiorca hanno capolinea attigui e, tralasciando per ora la linea della metropolitana maiorchina, saremo pronti per il viaggio che i due DVD del n. 55 de La Grande Ferrovia vi documentano.

Dal 1912 la ferrovia a scartamento ridotto per Sóller collega questa cittadina sul versante di nord-ovest di Maiorca con il capoluogo; e dalla stazione di Sóller, una linea tranviaria ci condice tranquillamente al porto. Il tutto su veicoli ferroviari dei primi del Novecento su un binario a scartamento inglese di "tre piedi" (914 mm).

I treni in teak attandono i viaggiatori nello scalo di Palma e, appena partiti, attraversano le vie cittadine come fossero un tram, in completa promiscuità col traffico di auto; poi la linea si inoltra verso la Sierra de Tramuntana e sale pian piano al ritmo scandito delle giunzioni sulle rotaie verso il Tunnel Maior, una galleria di quasi tre chilometri che permette alla linea di pervenire sul versante opposto della montagna e poter scndere dolcemente verso Sóller.

Lo spettacolo dei tram cittadini non ha pari: con lo stesso scartamento del treno, ma con differente tensione di alimentazione, i tram del 1913 sfiorano motocicli parcheggiati e tavolini dei bar all'aperto per dirigersi verso il mare con un percorso di quasi sei chilometri. finestrini aperti e tendine svolazzanti sono la regola, l'aria climatizzata una chimera che nessuno reclama, neanche in un'estate torrida.

Il video, realizzato nel 2018, è su due DVD della durata di 71+34 minuti. Per averlo basta un clic!

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54 - GAGLIANO-LECCE via Novoli - Nella campagna salentina (2 DVD)

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La campagna salentina, con i suoi muretti a secco e i fichi d'India, accompagna la nostra arzilla automotrice Fiat Ad 36 che risale pazientemente la penisola di Finibus Terrae verso il capoluogo leccese. Un bel viaggio, ora anche abbastanza lungo tenuto conto dei limiti di velocità imposti alle reti ferroviarie prive delle attrezzature di sicurezza "moderne".

Così il nostro viaggio da assaporare con calma si snoda fra le campagne in risveglio verso la fine dell'inverno in una serena giornata di marzo, con il ticchiettìo costante del tachigrafo in cabina e il borbottare dei motori dell'automotrice. Uno spettacolo che presto sarà storia, considerato che queste macchine sono ai limiti dei quaranta anni di servizio e prima o poi non popoleranno più il panorama delle secondarie pugliesi.

Una linea, la Gagliano-Lecce via Novoli, che fra l'altro impone un regresso a Novoli dove il treno - giunto percorrendo la nuova galleria di accesso alla stazione - cambia direzione di marcia per immettersi sulla Lecce-Francavilla Fontana e percorrere un'ultima decina di chilometri. A Lecce si accede al piazzale da nord con un ingresso a più binari, sui quali a fianco a noi, ci supera un regionale in arrivo da Bari. 

Il video, realizzato nel 2018, è su due DVD della durata di 75+70 minuti. Per averlo basta un clic!

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53 - LECCE-GAGLIANO SULLE FSE - Via Zollino nel profondo Salento

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Il nostro viaggio sulle Ferrovie del Sud Est continua con l'escursione sulla dorsale dal lato adriatico del Salento fra Lecce e il capolinea di Gagliano-Leuca: un viaggio proprio nel profondo Salento, quel Capo di Leuca che poco più di 100 anni fa proprio con la ferrovia trovò il modo di aprirsi al mondo esterno facilitando i collegamenti per le persone e le merci.

Oggi la situazione si è radicalmente trasformata, anche se - a dir la verità - veder viaggiare le automotrici a non più di 50 km/h non autorizza a sereni pensieri sull'efficienza di questo servizio ferroviario. Ma tant'è, finché le linee FSE non saranno attrezzate con moderni impianti di sicurezza come l'SCMT la situazione non migliorerà di tanto.

Ci facciamo ospitare dalla fida Ad 45 in tenuta pulissima che ci accompagnerà anche in questo viaggio. Ci dirigiamo verso Zollino e Maglie, poi la linea prosegue verso Poggiardo e Tricase consentendo incroci in stazione che avvengon apparentmente senza fretta, vista la larghezza d'orario di cui godono i convogli. Man mano che ci avvicina a Gagliano sembra quasi di poter annusare il profumo dei mari, dell'Adriatico e dello Ionio che a Leuca uniscono le loro acque. Giunti a Gagliano in realtà avremmo ancora un po' di strada da percorrere in auto per raggiungere il mare, ma noi ci accontentiamo di vedere la Ad 45 che si riposa con i motori al minimo pronta a ripartire a ritroso sul tracciato appena percorso.

Noi proseguiremo con un altro viaggio e altre riprese.

Il video, realizzato nel 2018, ha la durata di 110 minuti. Per averlo basta un clic!

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52 - GALLIPOLI-LECCE - In viaggio sulla Ad 45 FSE

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Il Salento dispone di una rete ferroviaria molto capillare, frutto delle realizzazioni eseguite fra la metà dell'Ottocento e il primo quarto del Novecento. Oggi quelle linee, che una volta facevano anche parte della rete ferroviaria nazionale, rientrano nelle Ferrovie del Sud Est, la più grande rete secondaria italiana. Da qualche tempo, purtroppo, anche una delle più bistrattate e disastrate...

Nei pellegrinaggi de La Grande Ferrovia questa volta esploriamo la Gallipoli-Lecce, un'asse di sicuro interesse funzionale e di grande rilievo paesaggistico e turistico. Partire quasi in riva al mare a Gallipoli ha un sapore e un'odore particolare, quest'ultimo appena mescolato con i fumi di scarico delle automotrici in sosta nel piazzale che non riescono a sovrastarlo, tanto è di solito il vento che spazza i binari. La fida automotrice Ad 45 Fiat degli anni Settanta ci guida, docile e tranquilla.

Ci inoltriamo nel Salento, dirigendoci verso lo scalo di Nardò Centrale (in aperta campagna, destinato all'interscambi delle due linee che qui si incrociano) e poi proseguendo verso Galatina e quindi Zollino. Qui confluisce il tronco verso Gagliano Leuca e l'automotrice che vi svolge servizio si accoda alla nostra. In coppia proseguiranno verso Lecce, la cui stazione raggiungiamo da sud attraverso l'intrico di binari del vecchio fascio ricovero ormai parzialmente dismesso.

Il video, realizzato nel 2018, ha la durata di 110 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2018.

Rimborso spese  € 19,90 cad. (per l'estero € 21,90 cad.)

50 - IN TRENO SUL BERNINA - Da Sankt Moritz a Alp Grüm #1

Il DVD può essere acquisito con il modesto contributo di € 19,90 cliccando sul pulsante qui sotto e scegliendo la spedizione per l'Italia. Per l'estero (attenzione, scegliere la voce giusta dal menu a tendina!!!) il costo comprensivo di spedizione è di € 21,90)

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51 - IN TRENO SUL BERNINA - Da Alp Grüm a Tirano #2

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Respirare l'aria dell'Alta Engadina fa sempre bene all'appassionato di treni e, del resto, i viaggi sulle Ferrovie Retiche aiutano non poco a sognare. A sognare una forma di trasporto efficiente e rilassante che si ottiene solo varcando di qualche chilometro il confine verso la Svizzera.

La Ferrovia del Bernina, l'ultimo ramo acquisito dalle Ferrovie Retiche nella propria rete mentre impazzava il Secondo Conflitto mondiale, è un "classico" dei reportages sulle ferrovie: paesaggi e treni affascinanti con un servizio di prim'ordine hanno sempre attirato l'attenzione di turisti e videomakers, e non a caso anche l'UNESCO ha consacrato questa linea e quella dell'Albula come "Patrimonio dell'Umanità". Bello, senza alcun dubbio.

Nel DVD non dimentichiamo di testimoniare la bellezza di Sankt Moritz, l'esclusiva cittadina svizzera da cui parte il nostro viaggio; troppo belli i dintorni, troppo interessanti la stazione e le manovre che vi si svolgono per non farne cenno. Poi si parte, e sono subito rampe impegnative al 70 per mille verso il culmine della linea di Ospizio Bernina. Neve, tanta neve ancora ai bordi del binario nonostante si sia già quasi in maggio; fra i muri di ghiaccio e le cime innevate oltre i tremila metri di quota il nostro treno rosso avanza sicuro lasciandoci osservare paesaggi mozzafiato.

Come mozzafiato è il paesaggio di Alp Grum, la "terrazza" sulla Val Poschiavo dove il nostro viaggio termina per qualche minuto. Il tempo di cambiare il DVD e proseguire con il prossimo, in lavorazione ancora per poco!

ll video, realizzato nel 2018, ha la durata di 72 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2018.

Rimborso spese  € 19,90 cad. (per l'estero € 21,90 cad.)

   

49 - FOGGIA-LUCERA - Binari nel Tavoliere

Il DVD può essere acquisito con il modesto contributo di € 19,90 cliccando sul pulsante qui sotto e scegliendo la spedizione per l'Italia. Per l'estero (attenzione, scegliere la voce giusta dal menu a tendina!!!) il costo comprensivo di spedizione è di € 21,90)

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Quando parliamo della Foggia-Lucera dobbiamo riconoscere di essere davanti a un piccolo miracolo: una linea preziosa e importante, sebbene solo con traffico locale, che nel 1967 fu chiusa perché "troppo utilizzata" e sostituita con i soliti autobus. Un paradosso che andò avanti per oltre 40 anni.

Nata addirittura per collegare la Puglia a Roma passando per Campobasso, quersto moncherino di soli 19 chilometri rivestì un'importanza notevole nel trasporto di Capitanata dato che, anche declassata, collegava il capoluogo foggiano a uno dei centri vicini più popolati. Aveva pure un orario di servizio abbastanza fitto per i tempi in cui funzionò. Ma tutto ciò non fu considerato sufficiente.

Nel 2009 la Foggia-Lucera riaprì i battenti: con un'elettrificazione nuova di zecca, impianti tecnologici di ultima generazione e elettrotreni modernissimi, le Ferrovie del Gargano - subentrate alle ferrovie statali nella gestione del tronco - ridiedero nuova linfa a questi binari, assicurando un servizio capillare e costante. Non è facile trovare in Italia una linea locale gestita da una ex concessa dove i treni in teoria possono spingersi a 145 km/h. Ma sulla Foggia-Lucera ciò accade in tutta tranquillità.

Il DVD mostra il tragitto andata e ritorno da Lucera a Foggia svelando tutte le peculiarità della linea: a metà strada il binario unico trova l'unico posto di movimento dove nelle ore di punta i treni si incrociano, mentre la restante tratta mostra l'armonioso paesaggio dei campi coltivati a grano, ripresi in una soleggiata giornata di aprile. E poi il deposito foggiano delle Ferrovie del Gargano, pressoché nuovo di zecca, con i mezzi a riposo fra un servizio e l'altro.

L'ETR 330 Stadler è il protagonista indiscusso di questi brevi e interessanti viaggi: comodo, veloce e affidabile, il Flirt ha contribuito a rivoluzionare il trasporto ferroviario nel Tavoliere di Puglia. 

ll video, realizzato nel 2018, ha la durata di 52 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2018.

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47 - AIGLE-LES DIABLERETS #1 - Lo spettacolo dello scartamento ridotto

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48 - LES DIABLERETS-AIGLE #2 - Lo spettacolo dello scartamento ridotto

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l DVD possono essere acquisiti con il modesto contributo di € 19,90 ciascuno cliccando sul pulsante qui sotto e scegliendo la spedizione per l'Italia. Per l'estero (attenzione, scegliere la voce giusta dal menu a tendina!!!) il costo comprensivo di spedizione è di € 21,90 cad..

 

La cittadina di Aigle, vicino al Lago di Ginevra, è un vero paradiso svizzero delle ferrovie a scartamento ridotto. Con il DVD n. 30 de "La Grande Ferrovia" siamo andati fino a Leysin con la stupenda cremagliera che ha origine appena fuori dal deposito dei mezzi della linea, con i DVD nn. 47 e 48 facciamo un bel giro sull'altra linea gestita da TPC: la Aigle-Sépey-Diablerets (ASD).

Su queste linee alcune cose la fanno da padroni: i tratti in sede promiscua all'interno dei centri abitati e gli inusitati regressi in linea. Come già visto con la Aigle-Leysin, anche la linea per Les Diablerets inizia a snodarsi lungo le vie di Aigle. La cittadina svizzera viene letteralmente attraversata e poi i binari inziano a inerpicarsi con rampe del 60 per mille che dapprima attraversano i pregiati vigneti locali, poi si inoltrano del paesaggio sempre più montano.

Prima di Le Sépey si attraversa il grandioso ponte a campata unica costruito nel 1914 in cemento armato e poi ci si attesta al paraurti; pronti per ripartire verso Les Diablerets, ripassiamo sul chilometro di binario già percorso transitando nel verso opposto fino al deviatoio in linea annegato nell'asfalto che ci indirizzerà verso la linea in quota. 

Les Diablerets è un'apprezzata stazione montana dove numerosi appassionati si danno convegno per sport estremi. Il nostro treno giunge, sosta e riparte nel meraviglioso paesaggio delle montagne svizzere, pian piano affievolito e ingentilito fino a ritornare quello della partenza: vigneti a perdita d'occhio e infine la stazione di Aigle, dove ci aspettano altre avventure che racconteremo nei prossimi DVD.

l video, realizzati nel 2018, hanno la durata di di quasi un'ora minuti ciascuno. Per averli basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2018.

Rimborso spese  € 19,90 cad. (per l'estero € 21,90 cad.)

    

46 - MAGLIE-OTRANTO - La ferrovia a Oriente

Il DVD può essere acquisito con il modesto contributo di € 19,90 cliccando sul pulsante qui sotto e scegliendo la spedizione per l'Italia. Per l'estero (attenzione, scegliere la voce giusta dal menu a tendina!!!) il costo comprensivo di spedizione è di € 21,90.

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E' carica di storia la Maglie-Otranto! Alla soglia dei suoi 150 anni di età, ci racconta ancora dei tempi in cui le popolazioni facevano a gara per avere un tratto di ferrovia sul loro territorio, unica via di scampo contro l'isolamento. Un secolo e mezzo fa questi meno di venti chilomteri costituivano la parte finale della linea adriatica Bologna-Otranto, realizzata nel terminale salentino privilegiando la città idruntina (con pochi traffici commerciali) a scapito, per esempio, di Gallipoli, il cui porto era molto più accorsato. Fu una scelta che penalizzò questi binari, relegati sin da subito al traffico locale. Ma questa doveva essere addittura una linea con respiro internazionale!

Nel DVD è documentato un viaggio di andata e ritorno tra Maglie e Otranto, passando per le piccole stazioncine intermedie, in una bellissima giornata di sole. Le riprese alternate fra linea, banco di guida ed esterni restituiscono il fimato vivo di una piccola linea ammodernata che aspetta, come tutte le altre tratte delle Ferrovie del Sud Est, una nuova impennata tecnologica per essere messa al passo con gli standard di sicurezza attuali.

Nel frattempo ci facciamo cullare dall'allegro rumore di fondo della cabina della Ad 45 FSE, ultima del suo Gruppo. L'automotrice procede lenta sui binari che una volta ospitarono le simpatiche locomotive a vapore del Gruppo FS 870 svolgendo il suo onesto servizio "a spola". A Maglie le altre macchine di FSE e Trenitalia (a noleggio) eseguono incroci e coincidenze con la nostra automotrice, che ogni volta riparte tranquilla verso Otranto, la stazione di testa più a Oriente d'Italia.

ll video, realizzato nel 2018, ha la durata di 61 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2018.

Rimborso spese  € 19,90 cad. (per l'estero € 21,90 cad.)

    

45 - CASARANO-GALLIPOLI - La piccola delle Sud Est

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Certe linee ferroviarie fanno tenerezza! Non è da meno la Casarano-Gallipoli, qualche metro più di 22 chilometri adagiati sul versante ionico della penisola salentina, là dove la terra è fertilissima e un tempo (e ancor oggi) produceva ortaggi e tuberi di altissima qualità che una volta (ma ora non più) viaggiavano per ferrovia. Chi ha qualche anno sulle spalle quell'epoca se la ricorda con tanta nostalgia.

Oggi la nostra linea vive la sua onesta esistenza con punte di traffico notevoli per motivi scolastici, con servizio a spola basato sull'uso di automotrici ALn Fiat. Quelle FSE e anche quelle a noleggio da Trenitalia, che spesso al fanno da padrone con coppie di macchine a comando multiplo.

Un panorama molto diverso da qualche anno fa, quando le tondeggianti automotrici Breda e (un po' prima nel tempo) le attempate MAN svolgevano i loro quotidiani servizi, alternandosi con i treni merci trainati dalle BB Reggiane FSE, poi dagli ex D.343 FS e talora addirittura dai trattori a due assi B 101-105 Greco-Deutz. Che tempi!

Un viaggio che vale la pena pure oggi, però. Partendo da Casarano, pulita e ordinatissima stazione di diramazione FSE,  ci si dirige verso Melissano, Racale-Alliste e Taviano, uniche stazioni intermedie della tratta, solo l'ultima delle quali abilitata agli inesistenti incroci di oggigiorno. Poi Gallipoli è preceduta dalle fermate in linea di Baia Verde e Via Salento, retaggi della mai decollata "metropolitana" cittadina; alla fine si entra nel vasto scalo della "città bella", che un tempo proseguiva con il breve ma importante raccondo verso il porto. 

Spettacolo di vigne e ulivi che si ripete ovviamente anche nel viaggio di ritorno: immagini che fanno quasi sentire gli odori della campagna, molto più urbanizzata che nel passato, ma che conserva ancora i tratti poetici di quell'entroterra salentino tanto affascinante. Uno spettacolo da non perdere!

ll video, realizzato nel 2018, ha la durata di 74 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2018.

Rimborso spese  € 19,90 cad. (per l'estero € 21,90 cad.)

   

44 - LOSANNA-ÉCHALLENS-BERCHER - La linea verde

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La più vecchia linea ferroviaria a scartamento ridotto delle Svizzera è oggi un'infrastruttura che trasporta  quasi quattro milioni di viaggiatori all'anno lungo i suoi poco più di venti chilometri a binario unico. La Lausanne-Échallens-Bercher nacque nel 1872 e da allora è stata continuamente oggetto di migliorie e ammodernamenti, tanto da costituire un insostituibile strumento di trasporto in ambito urbano e suburbano.

Il suo capolinea col tempo è stato avvicinato al centro della città e oggi è un piccolo teminale in sotterranea, vicino alla fermata della metropolitana automatica di Losanna, a una fermata dalla stazione centrale delle FFS. Da qui, da Lausanne-Flon, la linea parte e dopo meno di un chilometro emerge in superficie trasformandosi prima in un tram cittadino (che dal 2020 sparirà perchè anche questa tratta scorrerà in galleria, mica sarà soppressa come da noi!) e poi in una moderna ferrovia. Incroci rispettati al secondo, cadenzamento al quarto d'ora, treni moderni e pulitissimi: che si può chiedere di più? Una ferrovia che è uno spettacolo. Uno spettacolo da vedere!

ll video, realizzato nel 2018, ha la durata di 89 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2018.

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43 - SOVERIA MANNELLI-CATANZARO CITTA' - Nel cuore della Calabria #2

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42 - CATANZARO CITTA'-SOVERIA MANNELLI - Nel cuore della Calabria #1

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Il DVD può essere acquisito con il modesto contributo di € 19,90 cliccando sul pulsante qui sotto e scegliendo la spedizione per l'Italia. Per l'estero (attenzione, scegliere la voce giusta dal menu a tendina!!!) il costo comprensivo di spedizione è di € 21,90.

 

La bellezza delle ferrovie a scartamento ridotto della Calabria è fuori discussione! Dopo la linea della Sila (almeno quel che ne resta...) e la cremagliera di Catanzaro Lido, La Grande Ferrovia prosegue con i reportages dalla cabina di guida dedicandosi alla porzione ancora aperta dell'originaria linea Cosenza-Catanzaro, al momento limitata sul versante catanzarese alla stazione di Soveria Mannelli.

Lo spettacolo dei colori dell'autunno nell'entroterra di Calabria ripaga ampiamente l'occhio e quasi fa dimenticare la bassa velocità di crociera delle pur prestanti automotrici di Ferrovie della Calabria; gli scenali che si incontrano sono preclusi a un semplice conducente di auto, che dalla strada mai potrà godere di uno spettacolo così perfetto e al tempo stesso naturale.

Col n. 42 si va da Catanzaro Città a Soveria Mannelli: si esce dalla stazione del capoluogo costeggiando il deposito-officina e poi, dopo poco, si transita sul viadotto della Fiumarella dalla triste memoria. Lì il 23 dicembre 1961 settantuno ignari viaggiatori persero la vita precipitando con la rimorchiata che li trasportava ai piedi del ponte in uno dei più ravi disastri ferroviari che la storia d'italia ricordi.

E poi si prosegue in salita, fermando in tutte (o quasi) le stazioni fino a raggiungere l'altopiano dove i rettilinei e le curve di ampio raggio consentono alla nostra automotrice di "correre" a 70 km/h. Soveria Mannelli è vicina: ci arriviamo con una leggera discesa che fa tirare il fiato ai due motori della nostra macchina Fiat.

Il n. 43 ci propone il viaggio di ritorno, molto più leggero dell'andata per la M4 400 Fiat: la discesa impegna maggiormente il freno pneumatico e il paesaggio ci scorre davanti in attesa delle fermate per incrocio. Superiamo Decollatura, dove non incroceremo più per il ritardo dell'automotrice che viaggia in senso opposto, poi l'aspetteremo a Serrastretta-Carlopoli e poi, più avanti, ripeteremo la medesima manovra a Cavorà. Ritorneremo sul viadotto della Fiumarella percorrendolo nello stesso senso di marcia del maledetto treno n. 7 dell'incidente e, infine, ritorneremo a Catanzaro Città entrando in deviata nell'ampio piazzale della stazione.

l video, realizzati nel 2018, hanno la durata di 89 minuti ciascuno. Per averli basta un clic!

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41 - BAM BIERE-APPLES-MORGES - Nel verde della Svizzera

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La linea del Sempione in territorio svizzero non finisce mai di stupire. Da essa si diramano tante altre linee a scartamento ridotto, spesso a gestione privata, sui cui le particolarità sono infinite. La Bière-Apples-Morges è una di queste.

Appena giunti a Morges, da cui partirà il nostro viaggio, l'attenzione è puntata sulle operazioni di "carrellamento" di veicoli a carrelli con tramoggia che, al momento opportuno, saranno condotti a una cava di inerti raccordata alla ferrovia. Due locomotive Ge 4/4 munite di respingenti convenzionali si occupano delle particolarissime manovre. 

Intanto, la nostra coppia di elettromotrici monocabina Stadler che inquadrano una rimorchiata intermedia è pronta per il viaggio sui meno di 20 chilometri della linea, che a Apples ha una diramazione verso L'Isle servita a spola da un altro treno. Il verde della Svizzera qui c'è tutto, assieme al paesaggio pulito e ordinato come da regola.

A Bière affianchiamo il lungo raccordo per la caserma dell'Esercito svizzero che con esso riceve anche i carri armati, caricati sui già visti carrellini. Poi al capolinea il rapido cambio banco e siamo già di ritorno. A Apples si osserva con più dettagli il "balletto" di incroci e coincidenze. E poi si ritorna a Morges in perfetto orario.

Il video, realizzato nel 2018, ha la durata di 74 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2018.

Rimborso spese  € 19,90 (per l'estero € 21,90)

   

40 - ATMOSFERE A SUD EST - Profumo di Salento

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Un grande reportage sulle ferrovie nel Salento. Dove binari vuol dire Ferrovie del Sud Est, la vera metropolitana del Salento, con la sua rete capillare nata da una storia vecchia ormai di secoli.

Il 1° febbraio 2018 saranno compiuti i 150 anni della Lecce-Zollino, la più vecchia delle linee FSE e La Grande Ferrovia si prepara a celebrare questo piccolo ma significativo Giubileo.

Nei 60 minuti circa di filmati i treni del Salento vengono mostrati in tutte le più piccole sfaccettature: rotabili vecchi e nuovi, stazioncine di campagna e scali di interscambio con traffico più che significativo, manovre in deposito che con il tempo si vedosono sempre più di rado.

Si parte dalla stazione di Lecce, vista laddove il viaggiatore di tutti i giorni non può accedere, e si prosegue in un viaggio ideale: Nardò Centrale con il suo doppio incrocio di treni più volte al giorno, Zollino e le manovre di scomposizione dei treni verso Gagliano e Gallipoli, Gallipoli, Otranto, Alezio, Gagliano, Tricase, Poggiardo. Insomma: il profumo del Salento fra treni, rotaie e traversine.

Un documento storico e attuale al tempo stesso: da non perdere!

Il video, realizzato nel 2018, ha la durata di 57 minuti. Per averlo basta un clic!

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39 - MONTREUX-ROCHERS DE NAYE - La ferrovia delle marmotte

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Dico solo: un viaggio appassionante! Salire da Montreux, sul Lago di Ginevra fino ai quasi duemila metri di Rochers-de-Naye regala grandi emozioni, quelle che un vero appassionato di ferrovie riesce a percepire distintamente. Nei colori eccezionali del primo autunno, lasciare il verde della riva lacuale e addentrarsi sulle alture già spoglie di vegetazione fa stringere il cuore. E solo per parlare del paesaggio!

Il primo approccio con questa ferrovia con scartamento di soli 800 mm è straordinario: la solita, inarrivabile pulizia e puntualità dei treni svizzeri è replicata alla perfezione su questa ferrovia di montagna, dove le elettromotrici doppie degli anni '80 (quasi uguali a quelle della Ferrovia del Monte Generoso, a due passi dai nostri confini) si alternano con le veterane Bhe 2/4 del 1939, ancora in servizio sempre più sporadico. 

Si parte dall'ottavo binario della stazione di Montreux ed è subito un transito in galleria sotto il centro abitato che ci porta a Les Planches, caratteristico quartiere raggiunto dopo il passaggio sul ponte in ferro del 1908. Un manufatto storico sul quale il transito rumoroso del treno costituisce "arredo urbano" virtuale di Montreux, tant'è che nessuno pensa neanche lontanamente di sopprimerlo o attutirlo. Proprio come da noi.

E poi si va in rampa, fino al 220 per mille, raggiungendo Glion, poi Caux e addentrandosi sulle montagne. Percorriamo a cavalcioni lo spartiacque fra Reno e Rodano, il più importante d'Europa, ed è curioso pensare che le goccioline di pioggia che ci accompagnano sono destinate mesi dopo a trovarsi a migliaia di chilometri di distanza per il solo fatto di essere cadute "di qua o di là", in questo momento e sotto i nostri occhi.

In quota, raggiungiamo il capolinea sotto il classico chalet di montagna svizzero. Le colonie di marmotte qui trovano il loro habitat naturale, assieme ad altra fauna e alla flora tipica della zona. In grande e assoluta tranquillità. E poi ripartiamo, scendendo nuovamente verso il lago e il clima mite.

Un reportage di ben 102 minuti (XXL) con la consueta  qualità de La Grande Ferrovia: quella a cui siete ormai ben abituati, con inquadrature da bordo e da terra per capire bene la bellezza dei posti e della linea. Uno spettacolo di prim'ordine.

Il video, realizzato nel 2018, ha la durata di 102 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2018.

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38 - LA CREMAGLIERA DI CATANZARO - Dal Lido alla Città in treno

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Solo undici chilometri fra Catanzaro Lido e Catanzaro Città, ma costituiscono un grande patrimonio ferroviario in terra italiana: sono i binari della linea terminale fra Cosenza, Catanzaro e lo Ionio delle ex-Ferrovie Calabro Lucane (oggi Ferrovie della Calabria) che racchiudono anche gli ultimi due chilometri di cremagliera in Italia su una "ferrovia" in servizio permanente effettivo. Gli ultimi, null'altro.

In verità qualcos'altro si può trovare, e gli attenti appassionati de "La Grande Ferrovia" non si saranno certo fatti cogliere impreparati. A Torino c'è la Sassi-Superga, descritta nel n. 35 di questa collana di DVD, e a Genova c'è la Principe-Granarolo. Entrambe però classificate come "tranvie", la seconda con caratteristiche analoghe addirittura alle funicolari, pur senza fune di trazione. Insomma, un altro  mondo rispetto a quello calabrese, dove nel 1987 - non molto distante da qui - terminò di funzionare l'ultima ferrovia a cremagliera italiana a scartamento ordinario, la Paola-Cosenza.

Il nostro viaggio inizia a Catanzaro Lido, a bordo di un confortevole complesso Stadler a due casse DE M4C 500 che dapprima percorre il tratto di tipo suburbano fino a Catanzaro Sala a circa 70 km/h e poi, imboccata la prima galleria e subito innestata la cremagliera fra le rotaie, sale a circa 20 km/h verso Catanzaro Pratica a mezza costa sul fianco della collina su cui si erge il capoluogo di regione calabrese.

Un viaggio che è uno spettacolo, tanto in salita quanto in discesa. Ridiscenderemo infatti verso Catanzaro Lido dopo una breve sosta a Catanzaro Città, durante la quale assisteremo a movimenti di mezzi destinati alla linea a cremagliera, fra cui anche quelli delle validissime Fiat M4c 350 ancora sulla cresta dell'onda.

Un'ora di immagini imperdibili con la solita qualità de La Grande Ferrovia: quella a cui siete ormai ben abituati. Inquadrature sulla linea e sulle più importanti sue caratteristiche, riprese da terra nei punti più adatti a capire la particolarità di questa apprezzata infrastruttura. Uno spettacolo da gustare con calma per tutta la durata del DVD.

Il video, realizzato nel 2017, ha la durata di 60 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2017.

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37 - MAGICA BLONAY-CHAMBY - Il grande vapore svizzero

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Non si può resistere: andare una volta sulla Blonay-Chamby, vuol dire innamorarsene. E tornare, cosa puntualmente avvenuta.

Il sabato e la domenica, su questa piccola linea di meno di tre chilometri, circolano i "treni di una volta". E non in maniera "random", come si potrebbe immaginare, ma con orari di servizio sapientemente organizzati. Così che farsi una passeggiata di tre chilometri lungo la massicciata consente di osservare treni d'epoca di tutti i generi, variabili nella composizione di volta in volta, lungo tutto l'arco della giornata.

La Blonay-Chamby fu chiusa al traffico ordinario nel 1966 e due anni dopo riaperta al traffico turistico: nel 2018 si festeggeranno in pompa magna i 50 anni di attività dell'Associazione che tiene in vita un Museo che non ha pari in Europa, dove è radunato il meglio dello scartamento "metrico" salvato dalla demolizione. Anche un po' d'Italia, poi, ecco. Per insegnarci qualcosa.

Il DVD segue la preparazione della locomotiva Mallet SEG 105 per i viaggi della giornata, nei quali sarà coadiuvata da altri treni costituiti da autentici cimeli delle tranvie di Ginevra. Quasi tutti rotabili centenari (e in qualche caso ultracentenari) tenuti in ammirevoli condizioni e in uno stato di marcia impeccabile.

Ammireremo per più di un'ora di filmati la nostra 105 in tutto il suo splendore al traino di due carrozze del 1891 e del 1895, nel magico paesaggio di inizio autunno. Tanto vapore nei punti più caratteristici: a Chaulin, vicino al deposito-museo, a Cornaux, vicino alla piccola fermata, sul viadotto della Baye de Clarens, a Blonay, al capolinea della piccola tratta. Segnali d'epoca in funzione, personale in livrea d'epoca, riprese d'eccezione da terra e a bordo dei mezzi. E l'imprevisto finale: l'interruzione temporanea del servizio per non mettere a repentaglio l'incolumità di pecorelle e caprette sfuggite dal recinto e disseminatesi lungo il binario. Come sia stato risolto il problema lo saprete guardando il DVD...

Il video, realizzato nel 2017, ha la durata di 65 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2017.

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36 - VAPORE SULLE APPULO LUCANE - Il ritorno della FCL 421

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Il 23 luglio 2017 è una data da ricordare: il ritorno di un treno a vapore in Puglia dopo anni ed anni di assenza dai binari del Tacco d'Italia. La FCL 421 delle Ferrovie Appulo Lucane è tornata a sbuffare trainando le cinque carrozze a terrazzini del convoglio storico FAL nel pomeriggio di una caldissima domenica estiva.

E' una macchina speciale la FCL 421. Ultima del suo Gruppo delle gloriose e sfortunatissime Calabro Lucane, è piccola, compatta e al tempo stesso fornita di quanto di meglio la tecnologia degli anni '30 del Novecento poteva concedere a una locomotiva a vapore. Un rodiggio 1-3-0 con "carrello italiano" anteriore (ruotino portante coniugato con il primo asse accoppiato, per l'amore dei tecnici), caldaia con surriscaldatore di vapore e distribuzione a valvole secondo il sistema dell'ìng. Arturo Caprotti. Un gioiellino dell'epoca, insomma.

Da grande attrice, la FCL 421 non ha risparmiato la suspence durante la giornata del suo ritorno attivo sui binari. Si è fatta coccolare amorevolmente dalle maestranze FAL nel piazzale di Bari Scalo, pulita, lucidata, lubrificata, accesa e accudita sotto il sole cocente. E poi ha fatto il suo ingresso trionfale nella stazione di testa di Bari Centrale, sopraelevata su Piazza Aldo Moro, accogliendo tantissimi ospiti e la musica della jazz band del Locomotive Jazz Festival. Spettacolo nello spettacolo, come si dice di solito.

In quasi un'ora di filmati la sintesi di una giornata importante: il contrasto fra i treni storici finora trainati dalle volenterose Diesel LM4 600 e quello trainato a vapore è notevole, ovviamente a vantaggio di quest'ultimo, ma quando si rievoca il passato spesso è anche lecito chiudere un occhio sulle incoerenze rispetto alla riproduzione pignola di una vecchia realtà. Il treno storico delle FAL, diciamocelo chiaramente, è una splendida realtà e i territori attraversati dalle linee oggi FAL sono assolutamente affascinanti. Teniamoci stretti entrambi!

Il video, realizzato nel 2017, ha la durata di 50 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2017.

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35 - LA "DENTERA" SASSI-SUPERGA - La tranvia a cremagliera di Torino

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Torino vuol dire Piemonte. storia d'Italia, fiumi e montagne a colpo d'occhio. Nel Piemonte dove Cavour fece costruire un reticolo fittissimo di ferrovie (che i contemporanei sono riusciti in buona parte a chiudere con giustificazioni risibili a beneficio del trasporto - privato, ovviamente - su gomma) ancora resiste - e resisterà di sicuro, statene certi - una "chicca" ferroviaria d'altri tempi: la cremagliera da Sassi a Superga.
E' classificata come tranvia, anche se non corre in mezzo alle strade cittadine ma si inerpica con rampe ardite dal quartiere di Rosa-Sassi alla sommità della collina di Superga. Sono appena tre chilometri di binario, ma con particolarità storico-tecniche di sicuro interesse.
La motorizzò Tommaso Agudio nella seconda metà dell'Ottocento con il suo sistema di trazione a fune, tanto da farla classificare impropriamente come "funicolare" anche se non c'era la classica fune traente ma con la fune laterale si trasmetteva il moto ai meccanismi sulla locomotiva. Nel 1935 fu poi trasformata come la vediamo oggi, con una cremagliera centrale e l'alimentazione a terza rotaia laterale.
Vi fanno servizio le carrozze originali del 1884, mosse da elettromotrici più che ottantenni. Un esempio che non ha pari in tutta Europa. Sembra strano in Italia, ma è un nostro primato e teniamocelo stretto stretto.
Il DVD documenta la preparazione laboriosa del convoglio che per tutta la giornata trasporterà turisti su e giù per la collina: la composizione, la partenza e la vista dalla testa del treno nella salita e nella discesa. Vedute mozzafiato del panorama, dalla linea e dalla collina dove la Basilica di Superga campeggia austera e imponente.
Una visita al sacrario del "Grande Torino" e poi giù verso il quartiere Sassi, per salutare un gioiello di tecnologia degli scorsi secoli ancora oggi in piena efficienza. Riprese a bordo e da terra, un montaggio dinamico che fa apprezzare l'originale vita di questa tranvia.

Il video, realizzato nel 2017, ha la durata di 53 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2017.

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34 - DA VEVEY A LES PLEIADES - Binari fra stelle e mitologia

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La sponda svizzera del Lago di Ginevra è un vero paradiso ferroviario. Lì possiamo dire che le piccole ferrovie diventano "La Grande Ferrovia". E non vuole essere solo un modo di dire.

Il n. 34 della collana ci porta a Vevey, una deliziosa e ricca cittadina sul Lago Lemano dove, tanto per dire, hanno sede importanti multinazionali (una per tutte: la Nestlé) e dove, per la loro tranquillità, illustri personaggi decisero di farne il loro buen retiro (uno per tutti: Charlie Chaplin). 

Per le nostre esigenze di appassionati ferroviari diremo che da Vevey parte la linea ferroviaria a scartamento ridotto verso Blonay e Les Pléiades. Solo 10 chilometri, ma "che chilometri!". Una linea turistica e pendolare al tempo stesso, tant'è che con la nuova flotta di otto complessi SURF della Stadler si riesce a garantire un cadenzamento al quarto d'ora (avete capito bene: quattro coppie orarie!) nei periodi di punta. E tutto ciò anche nel tratto armato con cremagliera Strub che porta fino ai 1.348 metri di Les Pléiades, una montagna dove tutto è stelle e mitologia, a cominciare dal suo nome!

Il viaggio comincia da Vevey in cabina di guida, giunge alla vetta e poi ci consente di ridiscendere fino a Blonay, dove ha inizio/termine la tratta a cremagliera e dove, a fianco, nei fine settimana fanno compagnia i treni d'epoca (anche a vapore) della ferrovia museo Blonay-Chamby. Ecco, sorge spontanea la domanda, a questo punto: che si vuole di più? Un DVD tutto da vedere.

Il video, realizzato nel 2017, ha la durata di 70 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2017.

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33 - IL VAPORE DELLA SILA - Una giornata con la Borsig FCL 353

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Guardare un pezzo di Germania trapiantato in Calabria 91 anni addietro fa un po' impressione. La Borsig FCL 353 è un "pezzo di macchina", una locomotiva a vapore dalle inconfondibili forme teutoniche che in passato ha fatto la storia della trazione a vapore in Calabria, in Puglia e Basilicata. Sul libro "Calabro Lucane" si è parlato tanto della storia di queste bellissime ferrovie e dei mezzi che vi hanno circolato in più di un secolo.

Grazie alle amorevoli cure di ferrovieri "veri", alcuni dei quali oggi non più tra noi, negli anni Ottanta dello scorso secolo questa bellissima locomotiva fu salvata dall'oblio e dalla demolizione e riportata a sbuffare; con alterne vicende, fra momenti di intenso utilizzo in testa a treni turistici e meno gloriose fasi di stallo e di accantonamento, la 353 è giunta a noi perfettamente funzionante nello splendore dei suoi 800 cavalli vapore.

Un miracolo di ingegneria ferroviaria salvato a sua volta da un miracolo, ad opera di lungimiranti amanti della ferrovia.

Dal 2016 anche la vecchia linea della Sila di Ferrovie della Calabria è tornata a vedere treni: un altro piccolo miracolo, qualcosa di impensabile nel nostro Paese. Pochi chilometri di ferrovia rimessi a nuovo, completamente isolati dalla restante rete FC, che nella bella stagione registrano centinaia di visitatori a bordo del treno a vapore. Nei fine settimana e non solo. 

Il video documenta una di queste giornate, di svago per i passeggeri ma di impegnativo lavoro per i ferrovieri. Dall'uscita della 353 dalla piccola rimessa di Camigliatello Silano, con la costante accudienza della locomotiva Diesel LM4 606, alle operazioni di pulizia, manutenzione e lubrificazione della locomotiva a vapore, bisognosa oggi come allora di tante cure prima di ogni viaggio.

Poi le manovre di composizione del convoglio, costituito dalle simpatiche e quasi centenarie carrozze a terrazzini un tempo delle Ferrovie Calabro Lucane, la retrocessione dei mezzi nella stazioncina di Moccone e la partenza del treno a vapore verso San Nicola Silvana Mansio, la stazione più alta d'Italia. 

A metà viaggio, in attesa del ritorno la locomotiva viene girata manualmente, rifornita d'acqua e nuovamente lubrificata. Poi il tragitto di ritorno, guardato dalla porta della camera a fumo della locomotiva, e infine, dopo l'arrivo a Moccone e il ricovero a Camigliatello Silano, nuovamente il riposo per la vecchia e gloriosa vaporiera.

Immagini mozzafiato riprese da terra al passaggio del treno nei punti più caratteristici del percorso e documenti registrati a bordo costituiscono il contenuto di questo eccezionale DVD.

Il video, realizzato nel 2017, ha la durata di 74 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2017.

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32 - I TRENI DEL BRENNERO - 150 anni di ferrovia spettacolare

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Lo spettacolo della Ferrovia del Brennero, a 150 anni dalla sua costruzione, non poteva passare inosservato. Paesaggi stupendi, tecnica ferroviaria di prim'ordine ancora oggi, in attesa della ferrovia che sarà: quella che vedrà (o meglio: non vedrà più) i suoi binari intubati in decine di chilometri di gallerie, con la possibilità di far crescere esponenzialmente le capacità di trasporto.

La ferrovia com'è oggi, del resto, risulta già molto diversa da come venne creata: in 150 anni si sono alternati diversi sistemi di trazione (dal vapore, al trifase, all'attuale alimentazione a 3.000 Vcc in Italia e a 15 kVca sul versante austriaco) e si è modificato il tracciato in numerosi punti, rendendo il percorso meno tortuoso e meno esposto ai pericoli geologici.

Logico che il fascino di un passaggio ardito a mezza costa sottoposto al pericolo di caduta massi non possa essere paragonato a quello di un tracciato sostitutivo in galleria, ma tant'è: un'infrastruttura su cui ogni giorno circolano centinaia di treni con migliaia di viaggiatori e migliaia di tonnellate di merce deve essere affidabile e sicura. Vanno in questa specifica direzione gli ingenti fondi spesi nel tempo per l'adeguamento di questa ferrovia all'imperativo della sicurezza.

A differenza degli altri DVD de "La Grande Ferrovia", questo è realizzato con immagini di treni riprese  da terra nel marzo 2017 a Bolzano, Colle Isarco, Brennero, Vipiteno e Chiusa. In una  bellissima cornice soleggiata, treni viaggiatori e merci si alternano nei diversi scali, con riprese di alta spettacolarità; scali ormai disabilitati, nei quali però rimangono vestigia dell'epoca andata messe in evidenza con riprese di dettaglio fra un transito e l'altro.   

Il video, realizzato nel 2017, ha la durata di 47 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2017.

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31 - MARTINA FRANCA-BARI SULLE FSE - Dai trulli al mare

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Sulle Ferrovie del Sud Est andare da Martina Franca a Bari vuol dire spostarsi dalla Valle d'Itria al mare Adriatico; un centinaio di chilometri a bordo di comodi complessi PESA a tre casse che dal 2008 popolano quasi completamente questa importante linea.

Dal punto di vista paesaggistico i luoghi attraversati da questa ferrovia sono di tutto rispetto: la Valle d'Itria con i suoi caratteristici trulli si presenta a noi già sin dai primi metri di percorso. L'estesa fra Martina Franca e Locorotondo è una delle più gettonate fra gli appassionati di fotografia ferroviaria per la bellezza del contesto in ogni stagione. E l'assenza di costruzioni "fuori tema" garantisce un'ottima resa a foto e video.

Siamo costretti a muoverci a soli 70 km/h di velocità massima a causa delle restrizioni da poco imposte per motivi di sicurezza e impiegheremo quasi due ore per giungere al capolinea di Bari. Ma così possiamo assaporare meglio anche lo stupendo paesaggio fra Noci e Putignano, l'effimero doppio binario tra Rutigliano e Noicattaro, l'apparire e lo scomparire della catenaria aerea di alimentazione finora mai utilizzata e peraltro non posata fra Capurso e Triggiano, dove la linea verrà interrata e raddoppiata.

E poi l'arrivo a Mungivacca, alle porte di Bari, il transito dagli impianti di Bari Sud Est e il definitivo ingresso a Bari Centro, a fianco del fascio dei binari di RFI. Certamente non una galoppata, ma un viaggio di sicuro rilassante e ricco di spunti. Altro discorso per i pendolari, purtroppo, penalizzati dalla lentezza del procedere: speriamo di rivedere treni più veloci in futuro su questa ed altre linee.

Il video, realizzato nel 2017, ha la durata di 119 minuti. Per averlo basta un clic!

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30 - DA AIGLE A LEYSIN - Una cremagliera particolare

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Se vi capita di passare sulle rive del Lago di Ginevra, sul versante svizzero, fermatevi a Aigle. Qui partono ben tre linee scartamento ridotto gestite da TPL (la quarta linea parte da Bex, poco distante), tutte con particolarità di esercizio che fanno leccare i baffi a un vero appassionato di ferrovie.

Ci siamo andati! Abbiamo viaggiato sulla Aigle-Leysin, una linea di soli sei chilometri che racchiude aspetti tipici del servizio ferroviario "minore" della Svizzera: arditezza del tracciato unita a soluzioni di esercizio quasi fuori dal tempo.

Il capolinea TPL ci attende appena a fianco della stazione FFS: l'elettromotrice per Leysin percorre un caratteristico tratto tranviario lungo le stradine della città (spesso controsenso nelle animate viuzze cittadine) fino al piazzale del deposito, dove la direzione di marcia viene invertita. E poi è cremagliera pura, con rampe del 220 per mille fra i vigneti sui pendii, anch'essi coltivati facendo uso di monorotaie che permettono di salire e scendere agevolmente fra i filari.

Quando i vigneti lasciano il posto ai boschi, la nostra linea raggiunge il punto di incrocio dove i convogli sostano brevemente per poi ripartire in senso opposto. E alle prime avvisaglie dell'ameno villaggio di Leysin la linea diventa addirittura a doppio binario, per poi ritornare a semplice binario e terminare a Leysin Grand Hotel dopo una stretta curva in una lunga galleria, sempre in severa rampa.

E c'è spazio anche per la centenaria elettromotrice della vicina linea per Les Diablerets, che manovra con un vecchissimo carro spartineve da riparare sul piazzale di Aigle.

Il video, realizzato nel 2017, ha la durata di 56 minuti. Per averlo basta un clic!

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29 - MERANO-MALLES - La ferrovia della Val Venosta

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Le mele della Val Venosta: chi non le conosce? Si torna in Alto Adige/Sudtirol per gustare i preziosi frutti e viaggiare su una delle più belle linee della zona, una ferrovia che sembrava perduta per sempre alla fine dello scorso millennio e che invece oggi è ben più che viva e vegeta: è un vero e proprio esempio di trasporto pubblico efficiente e confortevole.

Da Merano a Malles sono poco più di 60 chilometri in costante salita, con trazione Diesel (per ora) e a semplice binario. Il paesaggio è splendido, con il fiume Adige che ci segue a fianco per un lungo tratto e le Alpi che ci fanno da contorno. Le riprese effettuate a marzo ci restituiscono ancora cime innevate ma una temperatura mite a valle, dove si snoda la nostra ferrovia. E i frutteti ancora senza vegetazione stanno preparando i raccolti dei mesi successivi, amorevolmente coccolati dagli esperti agricoltori locali.

Il nostro binario è molto particolare: le traversine metalliche a "Y", uniche nel loro genere in Italia (ma molto spesso usate all'estero), sono sotto le pesanti rotaie in quasi tutte le curve più strette, mentre gli agili ATR100 Stadler ci fanno viaggiare placidi e tranquilli, nel massimo silenzio, sotto la spinta dei due gruppi Diesel-elettrici collocati nell'elemento motore intermedio. Un orario cadenzato ben studiato si occupa di ridurre al minimo i tempi di trasbordo a Merano dei viaggiatori provenienti da o diretti a Bolzano.

Un esempio per molte altre ferrovie; uno spettacolo per i turisti; un vera e propria "chicca" per gli appassionati! Quasi un'ora e mezzo di "grande ferrovia"!

Il video, realizzato nel 2017, ha la durata di 89 minuti. Per averlo basta un clic!

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28 - BARI-GRAVINA IN PUGLIA SULLE FAL - Verso l'Alta Murgia in treno

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Da Bari Centrale FAL a Gravina in Puglia è storia e paesaggio allo stato puro!

In un'ora di piacevole viaggio dal mare all'Alta Murgia tutta la Puglia vi si presenta davanti, con il panorama di colori cangianti dominati dal verde dei campi di grano appena germogliato fra marzo e aprile e dal cielo azzurro e pulito delle migliori giornate di tempo sereno.

Un moderno complesso Stadler corre tranquillo sul binario a scartamento ridotto garantendo alto comfort ai viaggiatori, un servizio assai diverso da quello (già avveniristico) che nel 1915 permise a queste ferrovie di iniziare la propria vita, con una locomotiva a vapore fortunosamente ricevuta nel parco dalla vecchie Calabro Lucane a dispetto della Grande Guerra appena iniziata e due carrozze al traino. Varie vicende portarono poi i binari fino a Gravina in Puglia solo nel 1934.

La vita centenaria di queste ferrovie prosegue rinnovata al passo con i tempi. Le immagini de "La Grande Ferrovia" ne danno conto, riprendendo la linea dalla cabina di guida e sottolineando i più importanti passaggi con veloci e agili sottotitoli. Un DVD da vedere, come tutti gli altri della collana, del resto...

Il video, realizzato nel 2017, ha la durata di 69 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2017.

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27 - BLONAY-CHAMBY - Una giornata sulla ferrovia-museo

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Innamorarsi dei meno di tre chilometri della Ferrovia Museo Blonay-Chamby richiede un attimo. Quello che è servito a me quando mi sono presentato davanti al suo capolinea vicino Montreux, quello che servirà a voi guardando il DVD. La linea e il deposito di Chaulin sono da quasi cinquanta anni la quintessenza dello scartamento metrico: il più grande museo di Europa con rotabili di questo tipo, in massima parte efficienti e funzionanti, nonostante talora più di 120 anni di vita.

Sono arrivato a Chamby di prima mattina, mi sono presentato a Chaulin dopo pochi minuti ed è stato subito amore a prima vista: la HG 3/4 n. 3 della Ferrovia Furka-Oberalp mi aspettava amorevolmente accudita, pronta a fare rifornimento di acqua e carbone dopo ore di preparazione e prima di marciare a ritroso verso Vevey per il Riviera Belle Epoque, un treno d'epoca dalla composizione eccezionale.

Tre carrozze: una "tuttofare" (tre classi e bagagliaio) di fine Ottocento delle ferrovie bretoni, una "due assi" del Bernina dei primi del Novecento, una carrozza a carrelli della MOB. Tutte in perfetto ordine di marcia e in condizioni di conservazione invidiabili. 

Poi l'arrivo a Vevey e le manovre per portare la locomotiva in testa al treno con un curioso movimento "per gravità" delle carrozze isolate per semplificare e velocizzare il tutto: su una linea dove gli Stadler della MVR viaggiano puntualissimi a orario cadenzato compromettere la sincronia del servizio pubblico non è concesso neanche all'arzilla vaporiera del 1913 con il suo convoglio.

Poi si riparte, in un viaggio appassionante: a Blonay si aggancia una quarta carrozza d'epoca e poi si affrontano le dure rampe al 50 per mille fino a Chamby, fra nuvole di vapore e volute di fumo. Fino al meritato riposo nel deposito, pronti per ripartire a pomeriggio con un nuovo convoglio.

Il DVD è tutto da vedere, in linea con gli altri della Collana: un documento completo di come si può fare trasporto turistico senza interferire con i servizi ordinari. E - vale la pena di dirlo - con decine di passeggeri a bordo.

Soliti gli standard de "La Grande Ferrovia": inquadrature stabili e solo i rumori di ambiente, mentre il viaggio viene accompagnato con spiegazioni tramite veloci e discreti sottotitoli.

Il video, realizzato nel 2017, ha la durata di 89 minuti. Per averlo basta un clic!

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26 - DOMODOSSOLA-LOCARNO - Uno sguardo sulla Vigezzina

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Non è facile trovare ferrovie internazionali a scartamento ridotto: ma fra l'Italia e la Svizzera un esempio c'è, ed è la ferrovia Domodossola-Locarno, anche detta Vigezzina nel tratto italiano e Centovalli (o Centovallina) nella parte Svizzera. Chiedetemi se è uno spetttacolo di ferrovia, e vi risponderò sicuramente di sì!

Poco più di cinquanta chilometri che si percorrono in due ore: oggi sembrerebbe uno sproposito, ma provate a collegare Domodossola e Locarno con l'auto e vedrete che non ci metterete di meno! Perdendo peraltro lo spettacolo. 

Che spettacolo salire fin sull'altopiano in Val Vigezzo e percorrere tratti arditi fra gole, strapiombi e orridi da superare con curve strettissime, spesso su viadotti, e gallerie consecutive. Il piacere di scorrere sul filo dei sessanta all'ora sul fondovalle fra Santa Maria Maggiore e Re e poi di nuovo gole,appena passato il confine elvetico, con i capolavori di ingegneria dei ponti metallici ad arco unico di Càmedo e Intragna. E poi tanto altro che, per raccontarlo, occorre vedere il DVD!

Due ore di assoluto speccacolo, con i rumori soffusi della cabina del Vigezzo Vision della SSIF che accompagnano il lento ma sicuro incedere del treno: gli incroci in linea, la regolarità di marcia, la neve di gennaio ai piedi dei binari e, in defintiiva, lo spettacolo del treno in un paesaggio indimenticabile.

Soliti gli standard de "La Grande Ferrovia": inquadrature stabili e solo i rumori di ambiente, mentre il viaggio viene accompagnato con spiegazioni tramite veloci e discreti sottotitoli.

Il video, realizzato nel 2017, ha la durata di 119 minuti. Per averlo basta un clic!

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25 - MONTREUX-OBERLAND BERNOIS - Sulla linea del Goldenpass - XXL

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Partiamo da Montreux, sulle sponde del Lago di Ginevra, con i suoi alberghi internazionali, i battelli d'epoca che attraccano ai moli e la splendida passeggiata fiorita sul lungolago. E i suoi treni di assoluta eccezione, fra i quali il Goldenpass (nelle sue diverse declinazioni di composizione dei rotabili) assume una veste di tutto riguardo. 

E poi andiamo su e giù per le montagne dell'Oberland Bernese, verso Montbovon e Gstaad, attraversando paesaggi splendidi e luoghi frequentati dal jet-set internazionale; piccole cittadine con poche migliaia di abitanti, ma dove una baita fuori dal centro può arrivare a costare decine di milioni di franchi svizzeri. Non per niente, oltre alla ferrovia, vicino Gstaad ci sono ben due piccoli aeroporti pronti ad accogliere gli aerei executive dei facoltosi dimoranti, in estate e soprattutto in inverno. E fra gli esercizi commerciali, faticherete a trovare un negozio di alimentari, tra le tante gioiellerie sparse un po' dovunque!

Due ore di immagini eccezionali, come di consueto solo con l'accompagnamento dei rumori generati dal treno che avanza, con il discreto commento di sottotoli che richiamano l'attenzione su quanto di importante le immagini mostrano. Il solito e collaudato sistema dei DVD de "La Grande Ferrovia".

Il video, realizzato nel 2017, ha la durata di 119 minuti. Per averlo basta un clic!

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24 - GENOVA-CASELLA - Tre valli, una ferrovia

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Fra Genova e Casella dal 1929 si viaggia in treno; un simpaticissimo treno con binario a scartamento ridotto che per 24 km si inerpica sulle colline dell'entroterra attraversando tre valli e giunge a destinazione dopo 62 minuti di viaggio appassionante.

Ci siamo stati e ci siamo innamorati di questi posti. E il DVD che è stato realizzato parla chiaro!

Un museo a cielo aperto è quello che ci aspetta nel piccolo scalo di Genova Manin, che raggiungiamo con i mezzi pubblici dell'AMT, la stessa azienda pubblica che oggi gestisce l'esercizio ferroviario sulla linea dopo numerose vicissitudini. Una linea peraltro soggetta ai volubili "piaceri" della natura, che spesso ne ha messo in pericolo l'esercizio con frane e alluvioni. Il fascino è però già a terra, osservando il materiale rotabile.

Qui sopravvivono mezzi che furono in servizio su antiche linee oggi soppresse, come le gloriose Ora-Predazzo e Spoleto-Norcia. Fare un giro sull'elettromotrice A1 della ex ferrovia della Val di Fiemme o sul locomotore 29 della Ferrovia Sangritana costituisce un'esperienza unica, possibile solo perché questi mezzi sono stati preservati a suo tempo e oggi continuano a viaggiare ammodernati, ma conservando l'atmosfera di quasi ottanta anni fa.

I colori di un soleggiato gennaio lungo la linea fanno il resto, contornando scorci unici del panorama (i tratti a mezza costa o il regresso di Casella Deposito sono deliziosi) o degli interni (vedere un macchinista che si affanna sul combinatore a timone della "Val di Fiemme" non ha prezzo!). E per finire, un gruppetto di daini che all'improvviso taglia la strada al treno sulla linea e comincia a corrergli davanti, obbligando alla marcia a passo d'uomo per qualche centinaio di metri.

Spettacolo allo stato puro!

Il video, realizzato nel 2017, ha la durata di 79 minuti. Per averlo basta un clic!

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23 - BRIG-VISP-ZERMATT - Dal Sempione al Cervino

Il DVD può essere acquisito con il modesto contributo di € 19,90 cliccando sul pulsante qui sopra e scegliendo la spedizione per l'Italia. Per l'estero (attenzione, scegliere la voce giusta dal menu a tendina!!!) il costo comprensivo di spedizione è di € 21,90

Opzioni di pagamento

Ancora Svizzera; non vi stancherete mai. Un Paese dove le ferrovie sono curate e rispettate, i treni sono pulitissimi e (manco a dirlo) puntualissimi, il servizio è impeccabile sia sulla rete federale, sia sulle secondarie, con orari cadenzati e coordinati a prescindere dal gestore. Viene da dire: proprio come da noi in Italia.... (!!!!!).

Questa volta si va sull'"importante": la Brig-Visp-Zermatt è una linea di grandissimo interesse, battuta ogni anno da milioni di viaggiatori, in massima parte turisti europei e extra europei, che porta comodamente a Zermatt sotto il Cervino. cosa bella, parte da poco oltre il confine italiano, a Briga, allo sbocco della galleria del Sempione.

Non è facile filmare un'ora e mezza di tragitto fra gole e montagne, passando dai 600 metri di quota di Briga agli oltre 1600 di Zermatt in poche decine di chilometri con cinque lunghe sezioni a cremagliera. Stavolta ce l'ho fatta: il fimato è per chi lo vorrà acquisire guardandolo con calma. Il verde delle montagne elvetiche, il rumore del fiume Vispa, i viadotti, le gallerie e la quiete e la calma leggendarie,  come per gli altri DVD, anche questo vale ampiamente la pena.

Il video, realizzato nel 2016, ha la durata di 89 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2017.

Rimborso spese  € 19,90 (per l'estero € 21,90)

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22 - BARI-MATERA SULLE FAL - Il sapore della storia

Il DVD può essere acquisito con il modesto contributo di € 19,90 cliccando sul pulsante qui sopra e scegliendo la spedizione per l'Italia. Per l'estero (attenzione, scegliere la voce giusta dal menu a tendina!!!) il costo comprensivo di spedizione è di € 21,90

Opzioni di pagamento

La linea storica delle Ferrovie Calabro Lucane (oggi Ferrovie Appulo Lucane in quel preciso punto) è la Bari-Matera: da qui iniziò la storia operativa di questa rete a scartamento ridotto il 9 agosto 1915.

Una linea dalla bellezza ancora oggi significativa, che ha attraversato le due Guerre mondiali (nacque addirittura durante la Prima), ha visto morire la Monarchia e nascere la Repubblica, ha subito i contraccolpi del "miracolo economico", ha visto rivalutare infine il suo ruolo di trasporto pubblico con investimenti per l'ammodernamento.

Il complesso Stadler di ultima generazione ci ospita a bordo. In 91 minuti di filmato il treno partirà dal tracciato urbano di Matera, interrato in gran parte alla fine dello scorso secolo, per poi attraversare la campagna fra Basilicata e Puglia fra i campi di grano ancora verdi in primavera. E poi sarà Murgia, degradante dolcemente con il progredire del percorso, fino al mare di Bari.

Il video, realizzato nel 2016, ha la durata di 91 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2016.

Rimborso spese  € 19,90 (per l'estero € 21,90)

21 - TRA PUGLIA E LUCANIA CON LE FAL - Gravina in Puglia-Genzano di Lucania

Il DVD può essere acquisito con il modesto contributo di € 19,90 cliccando sul pulsante qui sopra e scegliendo la spedizione per l'Italia. Per l'estero (attenzione, scegliere la voce giusta dal menu a tendina!!!) il costo comprensivo di spedizione è di € 21,90

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La quiete, la tranquilllità. Il Parco dell'Alta Murgia accoglie un piccolo binario, una ferrovia a scartamento ridotto che dagli anni '30 si insinua fra le colline murgiane con strette curve e caratteristici percorsi a mezza costa. Le rotaie sembrano chiedere quasi il permesso di passare ai campi di grano che in primavera creano un panorama di splendida vegetazione. Un viaggio nella natura, a velocità molto moderata, d'altri tempi anche per automotrici moderne che più di tanto, sulle curve da soli 100 metri di raggio, non possono correre.

Un viaggio per chi non ha problemi di tempo, tutto sommato neanche tanto penalizzante rispetto alla lenta strada statale vicina, se non fosse per l'interruzione della linea che ci costringe a fermarci a Genzano di Lucania e poi prendere un bus sostitutivo. Ma la riapertura del binario fino ad Avigliano non tarderà. Paesaggi splendidi, ferrovia splendida: spettacoli irripetibii.

Il video, realizzato nel 2016, ha la durata di 52 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2016.

Rimborso spese  € 19,90 (per l'estero € 21,90)

  

20 - TARANTO-MARTINA FRANCA - Con le FSE andata & ritorno

Il DVD può essere acquisito con il modesto contributo di € 19,90 cliccando sul pulsante qui sopra e scegliendo la spedizione per l'Italia. Per l'estero (attenzione, scegliere la voce giusta dal menu a tendina!!!) il costo comprensivo di spedizione è di € 21,90

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La più "giovane" linea delle FSE, con i suoi 85 anni di storia, si apre al visitatore attraverso le videocamere de "la Grande Ferrovia". Una "andata&ritorno" a bordo di un ATR 220 da Taranto Galese fino a Martina Franca, fra la pianura vicino allo Ionio e i boschi delle colline che portano all'altopiano di Martina Franca.
Un video tutto da vedere!!!!!

Il video, realizzato nel 2016, ha la durata di 74 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2016.

Rimborso spese  € 19,90 (per l'estero € 21,90)

19 - LUCERNA & INNERTKIRCHEN - Il Museo & la mini-linea

Il DVD può essere acquisito con il modesto contributo di € 19,90 cliccando sul pulsante qui sopra e scegliendo la spedizione per l'Italia. Per l'estero (attenzione, scegliere la voce giusta dal menu a tendina!!!) il costo comprensivo di spedizione è di € 21,90

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Il Museo dei Trasporti di Lucerna, vera icona per un appassionato di trasporti in generale e di ferrovie in particolare, una santuario dove non si può non andare, almeno per una volta nella vita.
E poi la Ferrovia del Brunig, da Lucerna a Meiringen, per dare uno sguardo al museo della Zentralbahn a Alpnachstad, vicino alla stazione della Ferrovia dle Pilatus.
E infine gli splendidi cinque-chilometri-cinque della sorprendente ferrovia Meiringen-Innertkirchen, tutti da vedere con le specialità della casa: servizio inappuntabile e fermata turistica in galleria del tutto inaspettata, sulle rive dell'Aare

Il video, realizzato nel 2016, ha la durata di 52 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2016.

Rimborso spese  € 19,90 (per l'estero € 21,90)

   

18 - DA TARANTO A BARI - Fra Ionio e Adriatico

Il DVD può essere acquisito con il modesto contributo di € 19,90 cliccando sul pulsante qui sopra e scegliendo la spedizione per l'Italia. Per l'estero (attenzione, scegliere la voce giusta dal menu a tendina!!!) il costo comprensivo di spedizione è di € 21,90

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Novantotto minuti di filmato (XXL!!!!) per documentare una linea molto interessante: la Taranto-Bari, tracciato ammodernato quasi completamente e ormai molto differente dall'affascinante ma obsoleta linea ottocentesca.

A bordo di un treno d'epoca, da poco ritornato a percorrere i binari pugliesi, l'obiettivo punta sulle rotaie e segue il paesaggio mutevole chilometro dopo chilometro; ogni metro di rotaie consegna un ricordo di com'era la linea solo fino a dieci o vent'anni fa, commentato con gli agili ed esaustivi sottotitoli e il solo sottofondo del rumore in cabina di guida.

Doppio binario quasi ovunque, tranne nel tratto finale da Bitetto a Bari Centrale, dove si può apprezzare l'affascinante e al tempo stesso anacronistico tracciato a binario unico.

Il video, realizzato nel 2016, ha la durata di ben 98 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2016.

Rimborso spese  € 19,90 (per l'estero € 21,90)

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A ninety-eight minutes footage (XXL !!!!) shows a very interesting railway line: from Taranto to Bari, along a modern double track rail. From steelworks in Taranto to Terra di Bari (Land of Bari), passing through citrus groves, vineyards and olive groves.
On board a vintage train, recently walking again Apulia's railways, the camera focuses on rails and follows the changing landscape. Short subtitles and the background noise in the cockpit comment the whole video.

The movie is 98 minutes long.
One man movie - Powered by Rail Production - 2016.

Price € 19.90 for Italy (abroad € 21.90); shipping fees free.

  

17 - BINARI A POTENZA - Un plastico a cielo aperto

Il DVD può essere acquisito con il modesto contributo di € 19,90 cliccando sul pulsante qui sopra e scegliendo la spedizione per l'Italia. Per l'estero (attenzione, scegliere la voce giusta dal menu a tendina!!!) il costo comprensivo di spedizione è di € 21,90

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Che io sia innamorato della Basilicata (o Lucania, come preferito da quelle parti) è un fatto indubbio e notorio: vi ho abitato per tanti anni e di quei luoghi e degli abitanti ho ricordi eccezionali. Forse mai mi son sentito tanto a casa mia proprio nei tempi in cui abitavo da quelle parti.... 

In Basilicata le linee ferroviarie non sono tantissime, ma se vi trovate a passare dalle parti di Potenza non potrete resistere al fascino del groviglio di rotaie che attraversa il capoluogo di regione in ogni direzione e con diversi scartamenti. Credetemi: andare da Potenza verso Avigliano è un'esperienza che fa pensare realmente di essere su un vero e proprio plastico ferroviario, un plastico a cielo aperto e a grandezza naturale!

Linee che salgono da fondovalle e giungono in quota con rampe del 25 per mille sullo scartamento ordinario delle ex Ferrovie dello Stato e del severo 35 per mille delle Ferrovie Appulo Lucane; il famoso arco di 270° tracciato in rampa cittadina dalla linea delle FAL tra Potenza Inferiore Scalo e Potenza Città, seguito dalla lunga galleria che sottopassa il centro storico, e poi l'unificazione delle linee RFI e FAL nel tratto a doppio scartamento unico in Italia. Qualcosa di eccezionale!

A differenza degli altri DVD sulle ferrovie della Basilicata, nel n. 17 BINARI A POTENZA - Un plastico a  cielo aperto le riprese dalla cabina dei treni sono ridotte al minimo: questa volta sono i treni a dare spettacolo, ripresi nei punti strategici e più spettacolari delle tratte potentine.

Passaggi sulla linea del Basento, arrampicate sulle tratte cittadine, treni locali e IC (e come dimenticare il treno UNITALSI inusuale da quelle parti), le automotrici vecchie e nuove delel FAL, il treno materiali con la locomotiva LM4 600 ex FCL: tanto materiale che merita un'attenta e comoda visione!  

Il video, realizzato nel 2016, ha la durata di 51 minuti. Per averlo basta un clic!

One man film - Realizzato da Rail Production - 2016.

Rimborso spese  € 19,90 (per l'estero € 21,90)

   

16 - SULLA PILATUSBAHN - La ferrovia più ripida del mondo

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Cercate dalle vostre parti una stradina impervia, diciamo al 48% di pendenza (!!!!) e provate a fare due passi. Non ci riuscirete, sarà una fatica eccessiva per le gambe di chiunque. E probabilmente mai riuscirete a trovare una stradina così ripida.

Una ferrovia, praticamente la sola al mondo, questa cosa la fa: è la ferrovia del Pilatus (Pilatusbahn) che da Alpnachstad, sulle rive del lago dei Quattro Cantoni a due passi da Lucerna, conduce al Pilatus Kulm superando un dislivello di ben 1.633 metri con un tragitto di soli 4,8 km di tracciato. La rampe arrivano per lunghi tratti al 480 per mille, in media tutta la salita è al 380 per mille.

E questa ferrovia non fa questo suo lavoro da oggi, ma addirittura dal 1889, con il sistema di cremagliera dell'ing. Locher, progettista dell'impianto, unico nel suo genere al mondo. E fino al 1939 tutto il traffico era svolto con trazione a vapore, mentre subito dopo si adottò quella elettrica con nuove vetture che - pensate che roba... - magistralmente manutenute sono in servizio ancora oggi, senza alcun problema di sicurezza!

Il DVD n. 16 vi mostra una salita e una discesa dal Kulm, oltre alle immagini di contorno che spiegano meglio - se ancora ce ne fosse il bisogno - l'importanza turistica di questo capolavoro di ingegneria, realizzato peraltro in soli 400 giorni. Maestoso e strabiliante. Altro non si può dire.

Il video, realizzato nel 2016, ha la durata di 81 minuti.

One man film - Realizzato da Rail Production - 2016.

Rimborso spese  € 19,90 (per l'estero € 21,90)

   

15 - VITZNAU RIGI BAHN - La cremagliera di Riggenbach

ll DVD può essere acquisito con il modesto contributo di € 19,90 cliccando sul pulsante qui sopra e scegliendo la spedizione per l'Italia. Per l'estero (attenzione, scegliere la voce giusta dal menu a tendina!!!) il costo comprensivo di spedizione è di € 21,90

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Due linee per una vetta: le ferrovie del Rigi si possono sintetizzare così. E per noi italiani sarebbe già un'eresia poter disporre di una sola ferrovia, figuriamoci due...

Gli amici svizzeri ci pensarono già nel 1871, quasi 150 anni fa; e da 150 anni i loro trenini portano su e giù milioni di turisti, creando ricchezza.

Qualcuno ha mai sentito parlare di Niklaus Riggenbach? Qualcuno più smaliziato magari sì, almeno se ha mai pensato a una ferrovia a cremagliera o a un freno di qulache tipo di locomotiva a vapore. Pochi sanno che già nel 1871 l'ineffabile ingegnere svizzero aveva pensato a come portare i turisti di allora in cima a una montagna con la ferrovia. E subito fu imitato, non una ma decine di volte!
Le due ferrovie del Rigi (sissignori: due linee per la stessa vetta...) oggi sono ancora in esercizio e macinano chilometri con migliaia di passeggeri a bordo. E il biglietto non è proprio a prezzi da saldo.
Se non volete andare o non potete andare da quelle parti, c'è il n. 15 de "La Grande Ferrovia".

Il video, realizzato nel 2015, ha la durata di 80 minuti.

One man film - Realizzato da Rail Production - 2015.

Rimborso spese  € 19,90 (per l'estero € 21,90)

  

14 - DA BARI FSE A PUTIGNANO - A ritmo di jazz sul treno storico

Il DVD  può essere acquisito con il modesto contributo di € 19,90 cliccando sul pulsante qui sopra e scegliendo la spedizione per l'Italia. Per l'estero (attenzione, scegliere la voce giusta dal menu a tendina!!!) il costo comprensivo di spedizione è di € 21,90

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In una bella giornata di sole estivo, il Salento Express è in tournée: non più nei luoghi d'elezione, ma nella Terra di Bari. E non sarà da solo, o meglio: non saranno da soli i viaggiatori che presto lo affolleranno. Musicisti jazz si esibiranno a bordo delle carrozze d'epoca, in piccoli spettacoli itineranti lungo il treno.

Bello, no? Nel DVD è documentato il viaggio del treno trainato dalla ultracinquantenaria locomotiva BB 159 Marelli-Reggiane, con carrozze talora più che secolari, visto con gli occhi privilegiati del macchinsta. Tutta la linea da Bari Sud Est a Putignano è documentata, con i transiti in velocità nelle stazioni e con le fermate, mentre i musicisti si danno da fare nella calura di un settembre particolarmente afoso. Un modo diverso di investire un pomeriggio di vacanze, qualcosa di unico e forse irripetibile.

Il video, realizzato nel 2015, ha la durata di 77 minuti.

One man film - Realizzato da Rail Production - 2015.

Rimborso spese  € 19,90 ( per l'estero € 21,90)

   

13 - DA POTENZA A MELFI - Verso i luoghi di Federico II

Il DVD  può essere acquisito con il modesto contributo di € 19,90 cliccando sul pulsante qui sopra e scegliendo la spedizione per l'Italia. Per l'estero (attenzione, scegliere la voce giusta dal menu a tendina!!!) il costo comprensivo di spedizione è di € 21,90

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Andiamo sui luoghi dell'epopea federiciana! Un breve sguardo al risveglio del Treno Storico della Puglia nella stazione di Taranto, dove una volta esso aveva la propria residenza, in fondo anch'essa "storica"; e poi via, da Potenza a Melfi lungo la stupenda linea che prosegue verso Rocchetta S. Antonio e Foggia.
Un viaggio entusiasmante, visto dagli occhi privilegiati del macchinista. Da non perdere.

 

    

12 - CAB RIDE RODI-SAN SEVERO - Con gli occhi del macchinista

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LA FERROVIA DEL GARGANO - LA GRANDE FERROVIA

C'è qualcosa di particolarmente attraente su un treno e allo stesso tempo vietato a tanti: guardare la linea con gli occhi di un macchinista. Cosa un tempo possibile, quando gli ambienti delle automotrici non avevano paratie di protezione per il macchinista e la visuale per chi era a bordo era (quasi) a 360°; cosa oggi invece molto problematica. 
La Grande Ferrovia vi offre sempre entusiasmanti "cab-ride"; il n. 12 vi porta sul Gargano a dare uno sguardo all'affascinante linea tra Rodi e San Severo.
Trovate tutto su www.lagrandeferrovia.altervista.org: tanti DVD da vedere e rivedere.
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FERROVIA DEL GARGANO - THE GREAT RAILWAY

The most exciting and denied view to most of travellers: looking at the railway line with driver's eyes. 
It was possibile in the past, when railcars had no protection at the back of the driver; today doing this one is a real problem.
The Great Railway always offers you exciting "cab-ride" into the cockpit near the driver; in no. 12 you can see the amazing railway on Gargano peninsula between Rodi and San Severo, in the south of Italy.
You can find all this on www.lagrandeferrovia.altervista.org: many wonderful railway DVD ready for you.

  

11 - Il fascino del Gargano - Da San Severo a Rodi Garganico

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10 - I treni con il sorriso - La Ferrovia Lugano-Ponte Tresa

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09 - Il trenino dell'altopiano - La romantica Ferrovia del Renon

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Se cercate qualcosa di idilliaco, la Ferrovia del Renon è l'ideale! Per l'ambiente, tranquillo e rilassante, dove già da secoli gli altoatesini si recavano alla ricerca di pace e quiete, e per la ferrovia (o tranvia, se volete), che con il suo andirivieni sui meno di sette chilometri di percorso svolge un servizio prezioso integrandosi con la funivia e gli altri servizi su gomma. 

Senza considerare che si tratta di un'infrastruttura perfettamente in sintonia con l'ambiente, dove materiali naturali come legno e ferro rimangono allo stato naturale anche nelle attrezzature necessarie per consentire la marcia dei treni (pali in legno, traverse in legno, archetti in ferro, tutto come una volta); e senza dimenticare che su questi binari a scartamento metrico continuano a marciare elettromotrici di più di cent'anni di età, perfettamente restaurate e restituite a un esercizio turistico senza pari, indimenticabile....

Il n. 9 de "La Grande Ferrovia" è dedicato a questa linea, piccola e bellissima: con la Alioth n. 105 del 1910 ci faremo trasportare da Soprabolzano a Collalbo; qui osserveremo le manovre dalla rimessa di altre due vecchie glorie, l'elettromotrice a due assi n. 12 e il locomotore a cremagliera proveniente dalla dismessa tratta verso Piazza Walther a Bolzano. Poi eseguiremo in cabina di una ex "Trogenerbahn" un'andata e ritorno da Collalbo a L'Assunta, un tranquillo cab-ride nall'incontaminata natura.

Il video, realizzato nel 2015, ha la durata di 58 minuti.

One man film - Realizzato da Rail Production - 2015.

Rimborso spese  € 19,90 ( per l'estero € 21,90) 

08 - Cab Ride sulle Sud Est - Da Lecce a Martina Franca sull'ATR 220

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Centodue chilometri di percorso in due ore non sono pochi per una "cab ride"; quella che propongo è una scorribanda sulla lunga linea fra Lecce e Martina Franca, nel centro della Puglia, realizzata nella cabina di una nuovissimo ATR 220 FSE. Dagli ulivi del Salento ai trulli della Valle d'Itria, fra bellissimi paesaggi incontaminati nell'entroterra pugliese, a bordo di un moderno mezzo che tuttavia non risparmia grattacapi all'operatore con le vibrazioni dell'apparato motore sotto sforzo appena a due passi dalla cabina di guida.
Tra rallentamenti in linea per slineamenti del binario e soste impreviste ai segnali di protezione, per concludere con un bell'acquazzone di inizio autunno poco prima dell'arrivo a Martina Franca, gli imprevisti di un viaggio entusiasmante non mancano. Il tutto su rampe quasi "alpine" del 24 per mille tra Cisternino e Martina Franca, con frequenti puntate sul banco di comando ad osservare le "mosse" del macchinista in determinati frengenti del viaggio.

Il video, realizzato nel 2015 su materiale ripreso nel settembre 2013, ha la durata di ben 104 minuti (XXL!!!!).

One man film - Realizzato da Rail Production - 2015

Rimborso spese  19,90 (per l'estero € 21,90)

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Destinazione della spedizione

Il paradiso ferroviario che si diparte da Interlaken, nell'Oberland Bernese svizzero, ha pochi paragoni; forse gli unici possibili sono quelli con altre zone della Confederazione elvetica che hanno saputo preservare piccole grandi linee di montagna, costruite a fine '800 in vista dello sfruttamento di attrattive turistiche che, ancora oggi, dimostrano integralmente la propria validità

Il DVD si sofferma sugli impianti ferroviari di Interlaken, fra cui quello di Interlaken Ost ha la preminenza assoluta: BLS, ZB e BOB convivono senza problemi con orari sincronizzati e cadenzati fra differenti esercenti, come nella migliore tradizione svizzera.

Faremo un viaggio sulla funicolare che conduce all'Harder Kulm di Interlaken, quanto basta per veder volteggiare più di qualche parapendio praticamente di fronte a noi e gustare le meraviglie di una terrazza panoramica mozzafiato. Dopo un giro sul battello della BLS che congiunge le rive del Brienzersee, in cabina di guida di una elettromotrice della Berner Oberland Bahn viaggeremo verso Lauterbrunnen, osservando le fluide manovre di composizione e scomposizione dei treni nella stazione intermedia di Zweilutschienen.

Giunti a Lauterbrunnen, con la funivia saliremo fino a Grutschalp e da lì, con l'elettromotrice a scartamento ridotto della BLM, percorreremo i quattro chilometri di tracciato fino a Murren.

Il tutto al cospetto di Eiger, Munch e Jungfrau, cime altissime e innevate che attraggono milioni di turisti ogni anno.

Il video, realizzato nel 2015 con riprese dell'anno precedente, ha durata di 44 minuti ed è in buona parte cab-ride.

One man film - Realizzato da Rail Production - 2015

Rimborso spese  € 19,90 (per l'estero € 21,90)

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THE GREAT RAILWAY - 07 - FROM MURREN TO INTERLAKEN - In the heart of Switzerland

Going in Interlaken, in Swiss Bernese Oberland, you can try a real railway heaven; n. 7 DVD of "The Great Railway" focuses on railway infrastructures of Interlaken, including Interlaken Ost which is the main station.
Here BLS, ZB and BOB coexist without problem; their trains are scheduled and synchronized, as in the best Swiss tradition.
We will make a trip on the funicular to the Harder Kulm of Interlaken, just enough to see more than a few paragliders circling virtually in front of us and enjoy the beautiful panorama. 
But it's late, we have to come back at Interlaken Ost. In the cockpit of a BOB train we will travel to Lauterbrunnen and, at the middle of our trip, we'll be able to observe the movement of coaches at Zweilutschienen.
Once in Lauterbrunnen, the cable car will bring us up to Grutschalp and starting from there, another narrow gauge track will let us travel along the four kilometers until Murren. The whole trip near Eiger, Munch and Jungfrau, high peaks that attract millions of travellers every year.
The video is 44 minutes long and is largely cab-ride. Another exceptional DVD.

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DVD 06

SCHYNIGE PLATTE BAHN

La vecchia cremagliera di montagna

Destinazione della spedizione

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DVD 05

NEVE DI LUCANIA

Ferrovie Appulo Lucane nel gelo

Destinazione della spedizione

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DVD 04

GORNERGRATBANH

Ai piedi di Sua Maestà il Cervino

Destinazione della spedizione

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DVD 03

SALENTO EXPRESS

In viaggio nel tempo

Destinazione della spedizione

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DVD 02

MAGIE SUL MONTE GENEROSO

Da Capolago alla Vetta

Destinazione della spedizione

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DVD 01

BRIENZ ROTHORN BAHN - Una giornata a tutto vapore

Destinazione della spedizione